RIMINI

Sosta selvaggia, raffica di multe a Rimini. "Ma per gli scooter non c’è posto"

Furgone non passa in via Sella, arrivano i vigili: una quindicina di sanzioni ad auto in divieto e moto in piazzetta Agabiti, è polemica

23/09/2018 - 15:22

Sosta selvaggia, raffica di multe a Rimini. "Ma per gli scooter non c’è posto"

RIMINI. Sosta selvaggia di moto e scooter: fioccano altre multe da parte della polizia municipale e di pari passo monta la protesta dei sanzionati, che lamentano in coro: «Non ci sono posti per i nostri mezzi a due ruote». È successo ieri mattina, in piazzetta Agabiti, quello spazio riqualificato nell’ottobre del 2016, chiuso con i fittoni e inserito nella cornice delle strade del centro storico in asfalto rosso.

Il furgone bloccato e la chiamata

E’ in quell’area, a meno di duecento metri da piazza Tre Martiri e il Duomo, che sono stati chiamati i vigili: tutto è partito attorno alle 11, quando un furgone che procedeva lungo via Quintino Sella, arrivato proprio all’altezza di piazzetta Agabiti, non è riuscito a passare a causa delle auto parcheggiate in divieto di sosta lungo la strada e dei mezzi a due ruote, alcuni dei quali “fuoriuscivano” andando a intralciare la circolazione. Una volta sul posto gli agenti si sono trovati a un intasamento su cui era impossibile non intervenire: è stata elevata una quindicina di multe: 41 euro di importo che scende a 28 euro se pagato entro cinque giorni. Non è stato però chiamato il carro attrezzi, come accaduto pochi giorni prima in piazza Malatesta, dove altre moto e scooter erano stati parcheggiati “a casaccio”, nonostante i cartelli che indicavano l’arrivo della manifestazione Giardini d’autore.

Restyling e intasamenti

In piazzetta Agabiti non erano presenti cartelli di prossimi eventi, ma da sempre ci sono quelli stradali che indicano in modo chiaro qual è la situazione: via Quintino Sella è una zona a traffico limitato già a partire da un centinaio di metri prima, all’incrocio con piazzetta Plebiscito, dove la strada prende il nome di via 22 giugno 1859. Andando in direzione del centro, all’altezza di piazzetta Agabiti, lì ormai da tempo si è creato un “malinteso”. Tradotto: da quando nel 2016 è stata fatta la riqualificazione, l’area è destinata ai pedoni, a chi si vuole fermare sulle panchine, ed è delimitata da dei fittoni. Ma proprio a partire dal restyling, quello spazio è stato usato da numerosi proprietari di mezzi a due ruote per parcheggiare i propri veicoli.

Gli aficionados della piazza

Infatti non sono mancate le proteste dei multati. Alcuni, con candore disarmante, hanno spiegato di essere all’oscuro del divieto: «Ho sempre visto altri scooter in sosta qui dentro questa piazza, pensavo si potesse», si giustifica una una studentessa universitaria appena uscita da lezione. Stessa posizione per il proprietario di mezza età di una moto di grossa cilindrata: «Ho parcheggiato tante volte quando faccio commissioni in centro, ma è la prima volta che mi multano, qualcuno mi dica dove posso andare a parcheggiare e io ci vado».

Gli stalli da cercare

Una lamentela, questa, che arriva da più persone sanzionate ieri mattina, come la dipendente di un negozio che si trova a poca distanza: «I posti non ci sono, bisogna capire questo, noi siamo costretti a mettere il nostro mezzo qui perché non abbiamo alternative». L’alternativa, però, la trova ogni mattina il titolare di un negozio di parrucchieri in via Quintino Sella: «Io vengo in scooter, che metto negli stalli tra via Angherà e via Tonti, a cento metri da qui». Chi non è d’accordo però è una giovanissima multata, proprietaria di uno scooter lasciato nel mezzo della piazzetta Agabiti: «Gli stalli di via Tonti ma anche quelli di piazza Ferrari - dice trattenendo a stento la rabbia - sono sempre pieni». Posizione, quest’ultima, comunque non condivisa da uno dei tanti residenti della zona, che ha assistito all’intervento dei vigili: «Il fatto che non si trovi posto da altre parti non giustifica la sosta selvaggia: se un’area è destinata ai pedoni tale deve restare, altrimenti ognuno di noi fa quello che vuole e le regole vengono rispettate solo se ci pare e solo in base alle nostre esigenze. E così non si va da nessuna parte».

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