RIMINI

La tv svizzera torna in riviera e boccia gli alberghi: «Sufficienza solo per metà hotel»

Una troupe ha ispezionato dieci stanze con luminol, campionamenti microbiologici ed esperti per giudicare la pulizia. Albergatori pronti a querelare

22/09/2018 - 07:45

La tv svizzera torna in riviera e boccia gli alberghi: «Sufficienza solo per metà hotel»

RIMINI. La televisione svizzera torna in riviera per ispezionare gli alberghi e «nella metà dei casi la piena sufficienza non è stata raggiunta». La troupe del programma Patti chiari, che si occupa dei diritti dei consumatori e va in onda in prima serata sul canale elvetico Rsi, ha deciso a distanza di una decina di anni dall’ultima volta di fare una visita a dieci camere di altrettante dieci strutture alberghiere a Rimini, Riccione, Bellaria e Cesenatico, per giudicare «la pulizia, l’igiene, la classificazione in base alle stelle e il rapporto qualità-prezzo». Il team si è presentato a metà luglio in riviera, rigorosamente “in incognito”, e oltre ai giornalisti aveva un esperto di classificazione alberghiera che «si occupa di verificare l’aspetto delle camere, gli spazi, i servizi, il comfort dei letti, le ampiezze dei bagni e tutti quegli elementi che contribuiscono ad assegnare le stelle a una struttura». Lo spiegano dalla redazione del programma Patti chiari, dove la “sentenza” arrivata è stata tra luci e ombre: «Molte delle camere ispezionate non erano all’altezza del numero di stelle sfoggiate dall’hotel». Una giudizio, spiegano dalla trasmissione elvetica, «fornito in base agli standard svizzeri» e in pratica destinato «ai nostri tanti connazionali che ogni estate vanno a Rimini e dintorni per trascorrere una vacanza».

Tracce con il luminol

La valutazione però non si è fermata qui, perché oltre al consulente che si è espresso sulla classificazione alberghiera, era presente nel gruppo per i controlli anche una ricercatrice di Scienze criminali: è lei che, una volta entrata nella camera, ha tirato fuori dalla valigia la lampada a raggi ultravioletti e altri dispositivi per trovare la presenza di eventuali tracce di liquidi organici su tende, pavimenti, asciugamani e lenzuola. Non solo: sono stati prelevati dei campioni nei bagni, nei lavabi, nei piatti doccia per fare delle indagini microbiologiche nei laboratori una volta tornati in Svizzera. In questo caso, il risultato è stato che «in prevalenza le macchie trovate riguardavano tracce di sangue» e «a non avere raggiunto la sufficienza sono state quattro strutture».

In attesa del confronto

Il quadro della situazione sarà presentato venerdì prossimo, quando andranno in onda le immagini della spedizione fatta, con tanto di nomi degli alberghi visitati e i particolari delle ispezioni effettuate. Purtroppo però «non siamo riusciti ad avere l’okay di qualche rappresentanti degli albergatori o dell’assessorato regionale al Turismo per avere un contraddittorio sui risultati che abbiamo ottenuto». Dalla redazione del programma lanciano quindi un appello spiegando che «il nostro intento è quello di scattare una istantanea, cercando di capire dove le strutture possono migliorare». A non avere gradito le visite della troupe sono stati però già diversi alberghi visitati, che si sono premurati di inviare alla troupe lettere dei propri legali per diffidare dalla messa in onda delle immagini raccolte. «Eppure - concludono dalla trasmissione Patti chiari - abbiamo raccolto anche immagini che confermano la presenza di strutture che hanno ottenuto dei buoni giudizi, sia sulla classificazione alberghiera sia sull’aspetto igienico, a testimonianza del fatto che abbiamo fatto una indagine sulla quale sarebbe interessante avere un confronto, che però, al momento, dalla riviera sembra non voglia fare nessuno».

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