RIMINI

Turista cacciata dalla battigia a Rimini, il web si scatena contro i bagnini

Le associazioni di categoria: il bagnino aveva ragione ma deve prevalere l’educazione

14/09/2018 - 16:36

Turista cacciata dalla battigia a Rimini, il web si scatena contro i bagnini

RIMINI. Non ci sono neppure le attenuanti generiche per quei bagnini che hanno cacciato una turista seduta sulla battigia gettandole il telo in mare. Per le associazioni di categoria, prima del diritto viene l’educazione. Per il tribunale del web non c’è invece via di scampo: in “prigione” e senza nemmeno passare dal via (è un modo di dire).

“La sabbia è mia”

Allora. Qualche giorno fa una turista è stata allontanata con modi piuttosto bruschi dal bagnino. La sua colpa era quella di avere steso l’asciugamano e di essersi seduta sulla riva del mare. Il suo racconto non ha certo reso giustizia alla proverbiale accoglienza romagnola: dopo un breve faccia a faccia, telo e borsa sono finiti direttamente in acqua.

“Ha ragione, però...”

Quando succedono cose del genere, l’avvocato difensore è forse il ruolo più complicato. Mauro Vanni rappresenta i bagnini della cooperativa Rimini sud e dispensa subito ampie dosi di buon senso. «A prescindere da quanto è successo – evidenzia – l’educazione non può mai mancare per gestire simili situazioni, deve essere una caratteristica degli imprenditori. Siamo in bassa stagione, bisogna avere tatto, anche se non stai sulla battigia, ma sulla concessione. Conosciamo solo la versione della bagnante, in ogni caso in generale la situazione va gestita. Nei mesi estivi è più difficile, il caldo, la stanchezza, ma non si può dire che i bagnini non siano accoglienti, i nostri stabilimenti sono aperti, acqua, docce, bagni, offriamo un servizio pubblico. Ormai è successo e ci dispiace, ma si tratta di un episodio».

Dall’alto della sua esperienza, Giorgio Mussoni, leader dell’Oasi Confartigianato, fotografa la situazione con poche parole. «Formalmente ha ragione il bagnino, ma c’è modo e modo per fare capire a un bagnante che sulla battigia non si può stare perché il passaggio deve essere lasciato libero. Molti bagnini quando succede, soprattutto in bassa stagione, non stanno lì a litigare, ma invitano a spostarsi magari sotto un ombrellone chiuso, si salva la faccia e la battigia resta libera».

Questione da non sottovalutare, poi, è che non tutti conoscono le regole balneari. «I turisti arrivano in una spiaggia attrezzata, che offre di tutto, magari non si rendono conto subito, a maggior ragione vanno messi nelle condizioni di capire, il giorno dopo tornano e prendono l’ombrellone. Tutto sta a usare un tatto diverso».

La furia del web

Alla difesa d’ufficio, però, si contrappone un fuoco di fila che per tutto il giorno ha riecheggiato sui social. Tradotto: i bagnini ne escono con le ossa rotte. «È successo anche a me – ricorda Gianna, un episodio di 16 anni fa che ancora brucia –. Ero con mia figlia di 3 anni e mia cognata incinta, dopo una camminata ci siamo fermate con il telo vicino al salvataggio. È arrivato il bagnino e urlando ci ha mandate via in malo modo».

«Purtroppo sono tantissimi i bagnini che attuano questa politica – aggiunge Laura – mi è capitato spesso ascoltare bagnini rivolgersi in malo modo a persone che si fermavano per qualche minuto a riposarsi sulla passeggiata».

Alessandro mette in evidenza una questione di diritto. «La battigia deve rimanere libera – ricorda – ma il bagnino non ha alcuna autorità su di essa, quindi non poteva in alcun modo mettere le mani sulle cose della signora». «I bagnini – aggiunge Filippo – possono cortesemente informare le persone che non si può occupare la battigia, al massimo chiamare la Capitaneria».

Milva è una ex bagnina e non ci sta. «Da riminese mi dissocio da questi cafoni maleducati, che purtroppo ci sono da tutte le parti. Fortunatamente posso affermare che la maggior parte dei romagnoli è ospitale e gentile».

«Ho fatto il bagnino per molti anni – spiega Azrael – spiegavo la situazione gentilmente, quasi sempre si scusavano e si spostavano. È capitato che altri non ci sentissero, allora o facevi finta di nulla oppure chiamavi la Capitaneria. Ma erano casi rari».

«Questi energumeni – sentenzia Antonio Lucio – sono da mettere alla porta, devono chiedere scusa a tutta la riviera, Rimini non merita questa immagine».

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