RIMINI

Bagarini e gestori di parcheggi privati nel mirino della Finanza in occasione del Motogp di Misano

Accertamenti per verificare l'emissione di scontrini e ricevute. Sequestrati 4 biglietti, 20 sospetti identificati

07/09/2018 - 17:14

Bagarini e gestori di parcheggi privati nel mirino della Finanza in occasione del Motogp di Misano

RIMINI. Bagarini e gestori di aree sosta private nel mirino della Guardia di finanza in occasione del Gran Premio di Motogp a Misano. Una cinquantina i militari che in divisa e in borghese stanno operando da stamane nella zona dei circuito. "In questa prima giornata - recita una nota delle Fiamme gialle - l'attività è stata mirata soprattutto alla prevenzione degli illeciti, atteso che, come già rilevato nelle precedenti edizioni, i bagarini si muovono in gruppi organizzati composti da 4/5 persone che hanno ruoli diversi: il palo, il procacciatore di clienti, il detentore dei biglietti e la persona a cui viene affidato il denaro riscosso; il tutto per eludere eventuali controlli". Sono 20 i sospetti sinora identificati mentre stazionavano nei pressi degli accessi al circuito e delle casse con atteggiamenti che hanno messo in allerta i finanzieri. E uno di loro è stato sorpreso nel tentativo di vendere quattro biglietti, sequestrati dalla pattuglia. 
Inoltre, le fiamme gialle di Cattolica sono impegnate anche nell'attività di controllo in materia di rilascio di scontrini e ricevute fiscali, nonché nell'esecuzione di rilevamenti ai fini fiscali presso le aree private dove sono stati allestiti parcheggi per gli spettatori in arrivo a Misano, al fine di identificare il gestore e rilevare il numero dei veicoli in sosta. Infatti, come spiega il comunicato, "coloro i quali adibiscono un'area privata a parcheggio, devono indicare gli incassi derivanti dall'attività di posteggio, anche se occasionalmente esercitata, nella propria dichiarazione dei redditi". Sono stati 14 i soggetti verbalizzati che nelle proprie dichiarazioni dei redditi presentate quest’anno, hanno omesso di ottemperare all'obbligo di indicare ricavi percepiti nel 2017 per oltre 33mila euro.

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