RIMINI

Rimini, "escort" d'alto bordo verso il processo: cinque milioni di euro nascosti al Fisco

Nel frattempo lei e il tesoretto trasferiti all’estero con l’aiuto di un bancario già scagionato

di ANDREA ROSSINI

03/09/2018 - 11:27

Rimini, "escort" d'alto bordo verso il processo: cinque milioni di euro nascosti al Fisco

RIMINI. Processo in vista per la escort milionaria finita nel mirino del fisco per i suoi guadagni stratosferici: tra il 2010 e il 2014, secondo gli accertamenti della guardia di finanza, ha guadagnato qualcosa come cinque milioni di euro, guardandosi bene da dichiararli. Nel frattempo l’indagata, una modella ungherese bella da togliere il fiato, ha lasciato Riccione e si è trasferita, col malloppo, all’estero. Ad aiutarla a trasferire i soldi, attraverso una triangolazione San Marino-Montecarlo-Dubai, ci aveva pensato un amico bancario. Per lui, però, un 47enne riccionese residente sul Titano, la procura ha chiesto l’archiviazione (era accusato di riciclaggio in concorso). L’uomo è risultato essere in una mera posizione subalterna nell’istituto bancario sammarinese nel quale lavora e la la gran parte delle operazioni risalgono al periodo in cui la Repubblica delle libertà era ancora compresa nella lista a fiscalità privilegiata (la cosiddetta black list) e godeva di controlli poco incisivi sulla clientela. Si era parlato di protezioni importanti sulle quali poteva contare la squillo di alto-bordo, che in agenda vantava contatti con politici, imprenditori, professionisti e rappresentanti delle forze dell’ordine, ma una seconda inchiesta avviata sulla base di un esposto anonimo non ha evidenziato risvolti di carattere penali.

Resta, però, per la donna, l’accusa di evasione fiscale per il reddito da prostituzione. L’avviso di conclusione delle indagini ricevuto dall’avvocato difensore Stefano Caroli non è altro che il preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Era stata lei stessa, inavvertitamente, ad attirare sui di sé l’interesse dell’Agenzia delle entrate. Nel corso di un processo a suo carico per la presunta rapina di cento euro a un cliente si era infatti difesa presentando copia dell’estratto conto a sei zeri. «Figurarsi se avevo bisogno dei suoi soldi». Una mossa che non sfuggì al pm Paolo Gengarelli che girò subito l’incartamento alla guardia di finanza (ora è lui a occuparsi anche dell’accusa di evasione). Solo nel 2010 aveva incassato qualcosa come due milioni e 800mila euro. L’estratto conto da favola non le evitò la condanna a un anno e quattro mesi per la presunta rapina in concorso con un uomo che, sbucato dal nulla, aveva preteso dal cliente un rimborso di 100 euro per il disturbo. Solo quando la bellissima ungherese gli aveva aperto la porta, infatti, il malcapitato aveva realizzato che lei per meno di 500 euro non si sarebbe neanche spogliata. Il cliente aveva giudicato eccessiva la richiesta: non sapeva che lei, abile e colta conversatrice oltre a tutto il resto, arrivava a pretendere anche cinquemila euro come accompagnatrice del fine settimana.

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