IL GIALLO

“Avvelenatore” si aggira in un albergo: cibi contaminati da candeggina e alcol

I titolari sventano i tentativi di sabotaggio grazie alle segnalazioni dei clienti e agli accurati controlli

di ANDREA ROSSINI

29/08/2018 - 11:13

“Avvelenatore” si aggira in un albergo: cibi contaminati da candeggina e alcol

RIMINI. Un avvelenatore si aggira all’interno dell’hotel? Di certo i titolari di un albergo della zona sud di Rimini hanno sventato nei giorni scorsi un probabile “sabotaggio” ai loro danni e immediatamente denunciato ai carabinieri di Miramare il presunto tentativo, da parte di ignoti, di intossicare i propri clienti. Sostanze nocive sono state versate nei giorni scorsi sia su alcune pietanze da servire in sala sia nei recipienti per la preparazione dei cibi. Non ci sono state conseguenze grazie alle segnalazioni degli ospiti e dei rigorosi controlli degli addetti alla cucina. Scongiurato il pericolo, adesso è cominciata però la caccia al responsabile e alla comprensione delle motivazioni capaci di spingere qualcuno a tanto.

L’ipotesi di reato è “Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari”. Una fattispecie (ex articolo 439 del codice penale) punita severamente dal legislatore (non meno di quindici anni).

La vicenda esplode nei giorni scorsi. L’hotel è di quelli che fanno sentire i clienti come a casa propria. La cucina un punto di forza. Così quando uno degli ospiti si affaccia per segnalare un’anomalia la prima impressione è che sia lui a sbagliarsi. «C’è qualcosa di strano nelle verdure». Un secondo dopo, però, eccone un altro. Per fortuna nessuno ha toccato niente dal vassoio del buffet e c’è da capirli: il contenitore dei contorni odora di alcol denaturato. «Ma come è possibile?». La sala è aperta a tutti e il primo sospetto è che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto o di una bravata da ragazzini. A quel punto, però, scatta l’allarme e il giorno successivo tutti decidono di tenere occhi e narici ben aperte per evitare inconvenienti. e un questo modo che si evita il peggio: il cuoco nota, infatti, che i bollitori sono stati manomessi. Qualcuno vi ha buttato dentro della candeggina perché fosse preparato e servito in tavola un brodo di carne letale. Spunta così l’ombra dell’avvelenatore e di conseguenza arrivano i carabinieri per svelare il mistero e, si spera, risolvere il giallo. C’è poco sa scherzare, altro che buontempone. Gli investigatori hanno sequestrato tutto cibi e contenitori: saranno le analisi affidate ai tecnici dell’Ausl ad accertare con esattezza quali sostanze sono state gettate nei pasti destinati ai clienti. La circostanza che l’avvelenatore abbia avuto accesso non solo alla sala ristorante, ma anche alla cucina lascia però pensare che si tratti di qualcuno che conosce bene gli ambienti e possa muoversi all’interno dell’albergo senza destare sospetti.

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