MESSAGGIO DI CAPODANNO

Il vescovo ringrazia il Papa, i parroci che non mollano e chi paga le tasse

01/01/2014 - 12:54

Il vescovo ringrazia il Papa, i parroci che non mollano e chi paga le tasse

Il Vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi in occasione della memoria di San Silvestro I papa, ha pronunciato in Basilica Cattedrale un’omelia per l’ultimo giorno dell’anno 2013. Tanti i grazie, da Papa Francesco ai preti riminesi, Asia Bibi, Marilena Pesaresi e la missione di Mutoko.

«L’ultimo giorno dell’anno è un'occasione propizia per dire grazie - sono le parole del vescovo -. L’esercizio della gratitudine è importante sempre, ma soprattutto nei momenti di crisi. Stiamo soffrendo le doglie del parto: sta nascendo qualcosa di nuovo, ma facciamo fatica a intravvederlo.

Sono molte le persone da ringraziare oggi.

Vorrei cominciare dai preti: affaticati, anche stanchi, ma non rinunciano a spendersi fino allo sfinimento. E non rinunciano a cantare e a sorridere, ricordandoci che il nostro Dio si è autodefinito “amante della vita”.

Ringrazio anche gli imprenditori, che pagano le tasse anche per i loro colleghi che hanno posto la loro sede fiscale a Montecarlo, ma usano gli stessi beni pubblici.

Grazie poi ai tanti accompagnatori dei poveri e dei soli, che con la forza dell'amore, curano le disperazioni.

Grazie ai tanti amministratori onesti, che non mollano anche se avrebbero più d’una ragione per farlo.

Alle maestre, agli insegnanti, alle catechiste, agli educatori che in una scuola ferita e in un momento di nebbia a bassa quota continuano ad amare i nostri figli.

Grazie anche a papa Benedetto, per la sua onestà umile e coraggiosa nel passare il testimone a papa Francesco. E grazie a questo nuovo pontefice che ha accettato di cominciare a servire la Chiesa quando si stava avvicinando per lui la stagione della pensione. Grazie perché non si stanca di seminare speranza e di contagiare fiducia. Grazie perché ci sta facendo vedere che una Chiesa più umana è possibile.

Grazie ad Asia Bibi, che in un carcere ingiusto e disumano continua a vivere il martirio della persecuzione perdonando e pregando.

Grazie a Marilena Pesaresi perché da ormai mezzo secolo si sta spendendo a nome della Chiesa riminese per la promozione umana in Africa, a favore dei più poveri e dei più piccoli.

Grazie a Massimo Migani perché rispondendo ad una precisa chiamata del Signore, sta gioiosamente affiancando Marilena in questa missione. Grazie a Lucia Grassi, che testimonia come difficoltà, tribolazioni, incomprensioni non fanno paura – come ha ricordava Papa Bergoglio ai giovani romani – se rimaniamo uniti a Dio come i tralci sono uniti alla vite, se non perdiamo l’amicizia con Lui, se gli facciamo sempre più spazio nella nostra vita».

 

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