RIMINI

Scatta 200 foto a bambine, pedofilo rischia il linciaggio in spiaggia a Rimini

il 61enne faceva finta di parlare al telefono mentre nell’altra mano usava la fotocamera in miniatura

di ENRICO CHIAVEGATTI

21/08/2018 - 07:58

Scatta foto a bambine, pedofilo rischia il linciaggio in spiaggia a Rimini

RIMINI. In una mano il cellulare appoggiato all’orecchio. Nell’altra, una piccola macchina fotografica, con cui ha scattato 220 istantanee a decine di bambine tra i 5 e i 10 anni che stavano giocando o facevano il bagno.

Recidivo

È un pensionato di 61 anni, l’uomo che ieri mattina ha rischiato di essere linciato dei genitori di alcune delle piccine immortalate sulla spiaggia di Marina centro. Un pedopornografo già schedato dalla Polizia postale del Veneto che qualche hanno fa lo ha denunciato: il suo computer era pieno di orribili immagini a sfondo sessuale con bambini. Ieri, dopo alcune ore passate in questura, ha ripreso la via di casa con una denuncia per molestie e un foglio di via obbligatorio da Rimini e provincia.

La storia

Era mezzogiorno, minuto più minuto meno, quando dalla spiaggia è partita la prima segnalazione alla capitaneria di porto che, visto il tenore di quanto veniva denunciato, ha subito chiesto l’intervento di una pattuglia dell’Ufficio di prevenzione generale soccorso pubblico della questura. Quando gli agenti del 113 hanno messo piede sulla sabbia, hanno trovato il pedopornografo circondato da genitori inferociti. Mamme e papà che poco prima si erano insospettivi dallo strano atteggiamento tenuto dall’uomo. Che camminava su e giù vicino alle loro bambine, mentre parlava al telefono. Niente si strano. A parte un dettaglio che ha attirato, dopo un po, l’attenzione dei genitori. Passeggiava tenendo l’altro braccio disteso lungo il fianco, con la mano semichiusa, appoggiata alla coscia, come se fosse portatore di un handicap fisico. In realtà, nel palmo, aveva una macchina fotografica miniaturizzata, usata con grande dimestichezza e disinvoltura. Fino a quando un genitore non ha lanciato l’allarme.

L’epilogo

Circondato e messo alle strette, il maniaco in tutti i modi ha cercato di difendersi, affermando di non aver fatto nulla di male. Versione smentita quando è stato “liberato” dall’assedio e accompagnato negli uffici di corso d’Augusto. Qui è bastato visionare la memoria della macchina fotografica, per trovare la produzione della mattinata: 220 scatti, come detto, di bambine dai 5 ai 10 anni le più grandi, che in comune avevano una cosa. Tutte avevano il costumino senza il pezzo di sopra.

Mentre in questura iniziava la stesura del verbale di sequestro e all’ufficio denunce iniziavano a sfilare i genitori che lo avevano scoperto per sporgere denuncia, altri agenti hanno provveduto alla perquisizione della stanza dell’hotel dove il 61enne ha preso alloggio da alcuni giorni. La perquisizione si è chiusa con esito negativo.

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