RICCIONE

Finanziere arabo paga 650mila euro per una Rolls Royce ma il venditore non gliela consegna

Commerciante incassa l’assegno e poi scompare: inviata una diffida attraverso i legali, poi la denuncia

di ANDREA ROSSINI

16/06/2018 - 13:12

Finanziere arabo paga 650mila euro per una Rolls Royce ma il venditore non gliela consegna

RIMINI. Il finanziere arabo saudita che vorrebbe acquistare una banca a San Marino nel frattempo si sarebbe accontentato, intanto, di una vettura di prestigio con tanto di targa personalizzata. Ma anche questa trattativa non è andata ancora a buon fine: nonostante il pagamento anticipato, che risalirebbe a febbraio, il venditore, infatti, non ha ancora consegnato l’auto. Se non lo farà entro domani, stando all’intimazione inviata per raccomandata al diretto interessato che non risponde più al telefono, scatteranno le azioni giudiziarie. A detta del finanziere arabo, che è assistito dagli avvocati Stefano Caroli e Luca Della Balda, è stata pagata l’intera cifra pattuita, 650mila euro, per ottenere in cambio una esclusiva Rolls Royce “Phantom”.

Il sospetto è che per “Phantom”, invece del particolare modello, l’interlocutore intendesse proprio “fantasma”. E la paura è quella di essere stato raggirato.

L’arabo conosce il venditore - un quarantenne napoletano residente a Riccione, titolare di una società con sede a San Marino abilitata alla vendita di veicoli e accessori di ricambi - durante un soggiorno in un elegante hotel riccionese. Entrambi fanno sfoggio di buone maniere e accessori lussuosi: a presentarli è un conoscente comune. Ben presto domanda e offerta si incontrano.

Il saudita si offre di comprare le due vetture più prestigiose del venditore, entrambe Rolls Royce. Ma mentre la prima, dal costo di duecentomila euro, viene consegnata regolarmente, dell’altra non c’è ancora traccia, nonostante l’assegno da 650mila euro risulti già incassato. Non sono solo le difficoltà di interloquire con l’imprenditore napoletano a preoccupare il facoltoso ospite straniero, ma anche le anomalie e le irregolarità emerse dopo un controllo effettuato negli uffici pubblici di San Marino.

Entrambe le vetture risultano gravate da “privilegi convenzionali” da parte di una banca del titano, una specie di garanzia per l’ottenimento di un credito. La stessa società inoltre non depositerebbe né bilanci né verbali dal 2015. Emerge inoltre che l’autorizzazione al commercio al dettaglio di vetture da parte società sarebbe limitata all’on line, in contrasto quindi con le norme sammarinesi (la licenza sarebbe stata rilasciata prima dell’entrata in vigore delle regole più recenti, ma il sito non risulta neanche attivo). La diffida degli avvocati è stata spedita, ora l’arabo aspetta di sedersi al più presto sul sedile in pelle dalla “sua” Rolls Royce. Non è escluso però che la storia del finanziere saudita che sognava una banca e un’auto di lusso possa arricchirsi di nuovi e imprevedibili sviluppi.

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