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RICCIONE

Danni chiesti al Comune, l’ira di Imola: «Querelo la sindaca, mi ha diffamato»

Sul caso della ditta che ha voluto il risarcimento dopo 9 anni, l’ex primo cittadino respinge le accuse

di EMER SANI

12/06/2018 - 14:17

Danni chiesti al Comune, l’ira di Imola: «Querelo la sindaca, mi ha diffamato»

RICCIONE. Sul caso della ditta che ha chiesto il risarcimento danni al Comune dopo 9 anni è già scontro politico. Anzi legale: «Querelerò per diffamazione la sindaca Renata Tosi», dice l’ex primo cittadino Daniele Imola che si tira fuori dal caso. Nel settembre 2009 il Comune era stato condannato in solido con un consorzio di aziende a risarcire per danni un’altra azienda dopo un allagamento nella zona artigianale. Il Comune ha pagato la sua metà da 80mila euro, ma il consorzio non ha fatto altrettanto, e ora il creditore ha ottenuto in ultimo grado il pagamento da parte del Comune. Tosi ha anticipato che invierà la pratica alla Corte dei Conti, «per i dovuti accertamenti di responsabilità contabile e amministrativa degli allora amministratori pubblici. I cassetti - ha aggiunto la sindaca - sono ancora pieni di sorprese non certo piacevoli per i cittadini e che ancora disegnano un fare amministrazione poco responsabile e consono della tutela e valorizzazione del bene comune». L’allagamento che ha causato i danni di cui oggi si chiede conto risale agli anni ’90, le vicende giudiziarie hanno attraversato diverse amministrazioni, finendo poi nel dimenticatoio fino a qualche tempo fa. Imola però non ci sta. «Prima di tutto Renata Tosi quando è arrivata la sentenza nel 2009 era consigliera comunale da 10 anni, quindi non poteva non sapere. Inoltre dopo la sentenza l’atto del precetto è del maggio 2010, sono passati 8 anni, la metà dei quali è stata sindaca lei. Forse farebbe bene a controllare se può fare qualcosa, invece, come sempre – prosegue Imola - immediatamente prende la strada a lei più conveniente politicamente, ma che porta a pagare subito la cifra. Mentre un sindaco, che dovrebbe fare di tutto per evitare l’esborso, come minimo deve provare a chiamare i diretti interessati, verificare delle possibilità. Tutti i soci del consorzio che ha eseguito i lavori, e di cui chi richiede i danni ne faceva parte, sono ancora tutti presenti». Imola rilancia, dicendo che, «non solo Renata Tosi non mi porterà alla Corte dei conti, ma dovrà verificare che non ci sia nessuno che chieda conto a lei. Per 4 anni di mandato infatti non ha fatto nulla, non credo che la pratica sia sparita senza lasciare tracce e solo adesso ritorna fuori». Per Imola, «in 20 anni Tosi ha sempre cercato di superarmi politicamente ma contro di me ha sempre perso, ha provato altre strade con esposti e carte bollate, e non ho mai risposto, ma questa volta è diverso e ripagherò allo stesso modo: lei ora non è consigliera, ma sindaca, e come tale ha il dovere della terzietà, invece ha superato il limite, facendo insinuazioni più o meno velate, e con leggerezza».

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