RIMINI

Falsa sede sul Titano per evadere il Fisco: indagati i titolari della Antical Planet

La guardia di finanza di Faenza ha eseguito i sequestri di sei immobili, quote di società di Rimini e Pistoia, conti correnti e di un fondo pensionistico per un milione di euro

di ENRICO CHIAVEGATTI

31/05/2018 - 16:13

Falsa sede sul Titano per evadere il Fisco: indagati i titolari della Antical Planet

RIMINI. “L’acqua dura non fa più paura”. È il “marchio” di fabbrica dell’Antical Planet srl, azienda di San Marino specializzata nella produzione e commercializzazione di apparecchi per il filtraggio dell’acqua. Società “sammarinese” ma solo sulla carta. La guardia di finanza di Faenza, impegnata nell’indagine “Torre d’Avorio” su “persone fisiche, anche titolari di partita Iva, che risultavano aver movimentato flussi finanziari da e verso il Titano per importi complessivamente superiori a 10mila euro in almeno una annualità”, ha infatti scoperto, secondo l’accusa, che il cuore e l’anima dell’azienda si trovano invece a Rimini, a due passi dall’Arco d’Augusto. Ed italiani erano anche la gran parte dei clienti e dei fornitori.

La svolta

Da questo momento l’inchiesta ha preso tutta un’altra piega e per i due soci, sono iniziati i guai. Gli investigatori delle fiamme gialle manfrede, infatti, hanno immediatamente avvertito della scoperta la procura della Repubblica di Rimini. Il passo successivo è stato quello di controllare la contabilità degli ultimi 5 anni della società. Ed i problemi sono raddoppiati. In esecuzione a un provvedimento firmato dal Gip Benedetta Vitolo su richiesta del pubblico ministero Luigi Sgambati, hanno eseguito il sequestro di sei proprietà immobiliari a loro riconducibili tra Rimini e provincia, conti correnti, un fondo pensione e quote societarie di imprese di Rimini e Pistoia per un valore di circa un milione di euro. Somma corrispondente, centesimo più, centesimo meno, all’Iva che la società non avrebbe versato nelle casse dello Stato italiano, risultando come azienda sammarinese.

Esterovestizione

I due imprenditori sono accusati dalla finanza di aver creato la falsa sede sul Titano per poter godere di un trattamento fiscale più vantaggioso e quindi sottrarsi agli adempimenti con il Fisco italiano, cui avrebbero “dimenticato” di presentare dichiarazioni dei redditi per un ammontare superiore di circa 2,5 milioni di euro in cinque anni. Gli investigatori delle fiamme gialle tengono a sottolineare l’importante collaborazione ricevuta dalle autorità competenti della Repubblica di San Marino. È spettato infatti a loro controllare e confermare la non operatività della Antical Planet srl la cui licenza infatti è sospesa da tempo. La sede sammarinese, tra l’altro, è stata descritta come palesemente inadatta per lo svolgimento delle normali attività d’impresa.

La difesa

Omessa dichiarazione fiscale. Questo il reato contestato agli imprenditori che hanno affidato la loro difesa all’avvocato Piero Ippoliti Martini. «I miei assistiti- sottolinea il legale - hanno pagato puntualmente le tasse che dovevano a San Marino e sono certi di poter dimostrare la trasparenza del loro operato».

L’avvocato Ippoliti Martini ha già presentato contro i sequestri ricorso al tribunale del Riesame reale di Rimini. La data dell’udienza non è stata ancora fissata.

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