DOPO L'APPELLO DELLA SORELLA DELLO SCOMPARSO

«Non ho attirato io il fidanzato di Lidia»

La trasmissione "Chi l'ha visto?" ha fatto il suo nome, ma interrogata dai carabinieri la donna ha sostenuto di non conoscere neppure virtualmente Silvio Mannina

«Non ho attirato io il fidanzato di Lidia»

La sorella di Silvio Mannina

RIMINI. La trasmissione «Chi l’ha visto?» condotta da Federica Sciarelli, rilancia il mistero della sparizione dell’ultimo fidanzato di Lidia Nusdorfi, la vittima di quello ormai noto come il delitto di Mozzate. L’uomo, Silvio Mannina, secondo la sorella che si è rivolta al programma per cercare aiuto sarebbe stato attirato a Rimini da una “ragazza” con la quale da qualche giorno si scambiava messaggi su facebook. Dal giorno dell’appuntamento, il 28 febbraio, il giorno precedente all’uccisione della donna, del giovane non si hanno più tracce. Ad attirarlo in quella che potrebbe rilevarsi addirittura una tragica trappola, secondo quanto è stato rivelato in trasmissione, sarebbe stata la fidanzata riccionese di Dritan Demiraj, il pasticciere albanese in carcere con l’accusa di omicidio premeditato nei confronti dell’ex compagna. «Non sono stata io - ha spiegato la donna agli investigatori - a comunicare attraverso il profilo facebook con Silvio Mannina, una persona che non conosco e non ho mai conosciuto né di persona né virtualmente». Assistita dall’avvocato Nicola De Curtis la riccionese è stata sottoposta a un secondo interrogatorio nel quale si è fatto riferimento anche ai suoi presunti contatti con l’ultimo fidanzato di Lidia. Lei però non ha potuto essere d’aiuto, se non indirettamente. Ha rivelato infatti che dalla metà di febbraio Dritan, con il pretesto della gelosia, aveva ottenuto da lei la password del proprio profilo e avrebbe potuto quindi gestire a suo piacimento degli eventuali contatti. Si affaccia così l’inquietante ipotesi di un incontro a Rimini tra Dritan e Silvio. Che cosa è successo all’italiano? Dove è finito? Spacciandosi per lui, Dritan prese appuntamento con la ex alla stazione di Mozzate. L’inchiesta è tutt’altro che finita. Come spesso accade, il “giallo” prevale su tutto. Rischia di finire sullo sfondo la tragedia di Lidia. Sulla donna intervengono, in relazione in particolare al ruolo genitoriale e alla tutela dei minori coinvolti, gli avvocati Giada Andriolo e Dario Antonello Trovato.

«Lidia Nusdorfi amava profondamente i suoi figli e non li ha mai abbandonati- spiegano - Si era trasferita dalla nonna materna per tentare di ricostruire una vita migliore e più serena per sé e per i suoi figli, stante il passato altamente conflittuale tra la medesima e il compagno Dritan Demiraj. Si era trasferita in Lombardia inizialmente da sola, proprio al fine di proteggere i bambini da eventuali ritorsioni. Era intimorita e tormentata dall’ossessione del Demiraj e dal legame disperante che lo univa a lei».

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  • Paolo

    14 Marzo @ 13.40

    Ho conosciuto Lidia all’età di 6 anni, e abbiamo fatto tutte le elementari insieme, mi ricordo ancora il suo sguardo sempre sorridente, la sua voglia di vivere e sopratutto i suoi modi altruisti. Non credo che a distanza di tutti questi anni, il suo cuore sia cambiato, quindi credo che abbia bisogno di essere ricordata da tutti come una persona davvero speciale. Ciao Lidia, continua a sorridere anche da lassù.

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