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RICCIONE

Colpo all’addome, studente perde la milza. Lui tace, la mamma sospetta: «Aggredito»

Accompagnato dalla madre al pronto soccorso lui ha detto di essersi fatto male da solo. In una telefonata a scuola la donna avrebbe ipotizzato «un pugno» all’origine del trauma

15/05/2018 - 08:00

Colpo all’addome, studente perde la milza. Lui tace, la mamma sospetta: «Aggredito»

RICCIONE. Uno studente riccionese di diciotto anni si trova ricoverato all’ospedale Ceccarini di Riccione per le conseguenze di un trauma addominale del quale, però, non si conosce l’origine. Si è trattato, in ogni caso, di un “urto” violento perché la milza ne è uscita così danneggiata che i medici sono stati costretti ad asportargliela. Il ragazzo, ricoverato la sera di venerdì 11 maggio, dopo l’intervento chirurgico è rimasto sotto osservazione per due giorni nel reparto di Rianimazione. Ora è tornato in Chirurgia e la prognosi è stata sciolta. Resta invece il “mistero” sul suo silenzio: non ha voluto raccontare neppure ai sanitari che cosa gli sia capitato.

È stata la madre ad accompagnare il ragazzo al pronto soccorso in preda ai dolori, ma neppure lei è a conoscenza di quello che gli è capitato. Qualcosa però deve sospettare se è vero che, informando un insegnante dell’istituto superiore di Pesaro che lo studente frequenta, avrebbe espresso il timore che possa essere stato aggredito: «Qualcuno deve averlo colpito con un pugno: è grave». Fortunatamente le condizioni del giovane sono in via di miglioramento, ma la sua reticenza su quanto gli è accaduto ha insospettito gli stessi medici che però di fronte alla sua perentoria dichiarazione («Mi sono fatto male da solo») non hanno fatto alcuna segnalazione alle forze dell’ordine anche in considerazione della comprensibile prudenza della madre che non ha probabilmente gli elementi per accusare qualcuno e aspetta ancora di conoscere la versione del figlio, sebbene in questo momento l’unica priorità siano le sue condizioni di salute. Avrà tempo lui stesso, nel caso sia stato davvero colpito volontariamente da qualcuno (e non si sia procurato il danno accidentalmente o scherzando con gli amici), per determinarsi a sporgere una querela per lesioni. Non è escluso che, a questo punto, possano essere anche le forze dell’ordine a volere effettuare qualche discreto accertamento per comprendere meglio la cornice di una vicenda che potrebbe essere molto più banale di come appaia al momento. La telefonata con la quale la madre ha avvertito la scuola pesarese frequentata dal figlio ha d’altra parte coinvolto anche l’istituto. Alla speranza di una pronta guarigione si aggiunge quella che si tratti di una ritrosia adolescenziale senza alcuna ombra di violenza.

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