via della rondine e del fringuello

Attentato incendiario nella notte tre furgoni finiscono carbonizzati

I mezzi erano adibiti a trasporto di persone e intestati ad una società con sede a San Marino specializzata nell’organizzare gite per turisti dell’Est. Danni stimati in circa 100mila euro

Attentato incendiario, tre furgoni finiscono carbonizzati

RIMINI

Attentato incendiario nella notte tra le vie della Rondine e del Fringuello. Tre automezzi Mercedes Vito, adibiti al trasporto di persone, sono stati dati alle fiamme poco prima delle due. Sono stati gli abitanti della zona a dare l’allarme e a chiamare carabinieri e vigili del fuoco. La prima ad accorrere è stata una pattuglia del Radiomobile già in zona. Nella manciata di minuti che ha preceduto l’arrivo dei vigili del fuoco i due carabinieri hanno evitato che le fiamme attaccassero altre quattro auto in sosta lungo la strada aiutando i rispettivi proprietari che, in pigiama e con le chiavi in mano, non sapevano come muoversi in quell’inferno. La squadra dei pompieri ha poi circoscritto le fiamme, che rischiavano di interessare anche un’abitazione. Nonostante la tempestività dell’intervento i tre pulmini, tutti intestati a una società di “Noleggio con conducente” con sede a San Marino, sono andati completamente distrutti. I mezzi, uno appena importato a Rimini dalla Germania, erano in sosta praticamente davanti alla casa dei coniugi (lei russa, lui moldava) titolari dell’azienda. Il danno materiale si aggira sui centomila euro, ma lo scopo evidente di chi ha agito era mettere in ginocchio l’attività specializzata nell’organizzare tour in prevalenza per cittadini dell’ex Unione Sovietica e lanciare un messaggio intimidatorio.

La certezza dell’attentato

Sull’origine dolosa, infatti, non ci sono dubbi: uno dei veicoli era parcheggiato in via della Rondine, gli altri due invece, a una certa distanza l’uno dall’altro e con altre macchine in mezzo, si trovavano in via del Fringuello, non lontano dall’incrocio tra le due strade. Un “lavoretto” mirato quello del “sicario”, ma non privo di inconvenienti.

Non si esclude infatti che il piromane (o uno dei piromani) possa essere rimasto ustionato nell’attentato. Questa ipotesi nasce dalla relazione dei vigili del fuoco che hanno ritrovato i resti di una bottiglia completamente bruciata per effetto di un probabile ritorno di fiamma.

L’intenzione era di ridurre i veicoli in cenere: con ogni probabilità, prima di appiccare il fuoco, sono stati cosparsi di benzina mista a gasolio.

Notte illuminata a giorno

Le fiamme, come dimostra il filmato condiviso da un residente su un’applicazione di messaggeria istantanea (dal quale sono tratte le immagini a corredo del servizio), si sono levate altissime e i residenti nell’area dell’incendio hanno respirato fumo a lungo (non si registrano casi di intossicazione). Sul posto sono arrivati i coniugi proprietari dei mezzi. Lei è scoppiata a piangere: l’attentato impedisce alla società di iniziare la stagione dei tour.

L’indagine

Entrambi sono stati ascoltati a lungo dai carabinieri. La guerra delle licenze e per l’accaparramento dei clienti, specie quelli dell’Est, in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Rimini (e non solo) è feroce, forse molto di più di quello che appare in superficie. Uno scenario inquietante che rimanda direttamente agli anni Novanta, quando in riviera sbarcò la mafia russa per investire denaro sporco e spartirsi il business dello shopping commerciale legato al turismo-criminale post-sovietico. Allora ai pulmini si sparava di notte, adesso si è tornati a dargli fuoco? Prematuro fare ipotesi già comunque al vaglio degli inquirenti. Quel che resta dei tre Mercedes Vito è stato sottoposto a sequestro, a disposizione dei reparti scientifici dell’Arma.

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