RIMINI

La madre gli vieta il wi-fi: maltratta lei e la sorella

Il ragazzo dovrà restare in carcere fino a quando non sarà trovato un istituto idoneo per le sue cure

di ENRICO CHIAVEGATTI

22/03/2018 - 13:18

La madre gli vieta il wi-fi: maltratta lei e la sorella

RIMINI. Il divieto di usare il wi fi per impedirgli di passare ore e ore a guardare lo smartphone anzichè studiare. Questo è uno degli episodi raccontati dalla mamma e dalla sorella di un 19enne che per mesi ha trasformato le loro vite in un incubo. Una situazione talmente grave da spingere la madre a presentare diverse denunce che lunedì scorso, al termine di una puntuale quanto veloce indagine condotta dai carabinieri, ha portato gli stessi militari ad eseguire un ordine di custodia cautelare firmato dal giudice Sonia Pasini su richiesta della procura. Le accuse nei suo confronti sono di maltrattamenti in famiglia. L’indagato, assistito di fiducia dall’avvocato Paolo Ghiselli, ieri mattina è comparso davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia al termine del quale è stato ricondotto nel carcere dei Casetti. Lì ci resterà, come sottolineato dallo stesso giudice nel provvedimento restrittivo, fino a quando non sarà individuata una struttura idonea dove trasferirlo per curare le sue crisi di rabbia.

Una brutta storia

Come detto bersaglio dei suoi sfoghi la mamma e la sorella fatte oggetto con sempre più frequenza dall’ottobre dello scorso anno fino a qualche settimana fa, di insulti, minacce e diverse volte di botte. Una situazione che però le due donne e anche il padre, hanno raccontato nella denuncia andava avanti da molto più tempo, da quando il ragazzo era ancora minorenne e scandita anche dai certificati rilasciati dal pronto soccorso cui erano stati costretti a rivolgersi. Come quando ha preso a calci nelle gambe e nella schiena la sorella colpevole di essere intervenuta a difesa della mamma che il fratello stava minacciando brandendo uno strumento musicale. Madre presa ripetutamente a spintoni, dopo l’ennesimo rimprovero, qualche giorno dopo, preludio a una delle aggressioni verbali e fisiche più brutte. Al culmine della lite il 19enne questa volta agguantò alle spalle la mamma e dopo averle messo il telefono sotto la gola le sferrò un calcio che la fece cadere sotto al tavolo. Ma non era finita. Dopo averla insultata l’aveva presa per il collo stringendo con forza le mani. Aggressione conclusa da altri spintoni presi dalla mamma mentre cercava di sottrarsi al figlio.

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