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LA BATTAGLIA SUL GAS

Il Consiglio di Stato dà il via libera alle trivelle in Adriatico

Bocciate le richieste per bloccare le piattaforme. Ma Cattolica va avanti al Tar. Appello del sindaco grillino agli altri Comuni

12/03/2018 - 10:16

Il Consiglio di Stato dà il via libera alle trivelle in Adriatico

RIMINI. Respinti i ricorsi, via libera alle trivelle lungo l’Adriatico, comprese quelle davanti al tratto di costa riminese. È arrivato il verdetto da parte del Consiglio di Stato che ha bocciato le richieste della Regione Puglia e Abruzzo e di numerosi altri Enti che chiedevano di non fare partire le previste piattaforme per la ricerca di gas e idrocarburi sul fondale marino, lungo un’area di oltre 30mila metri quadrati che comprende anche gli specchi di acqua davanti a Rimini.

Cattolica va avanti

Si tratta di una tegola pesante anche per il Comune di Cattolica, che nelle scorse settimane si è mosso, in modo indipendente, per un ulteriore ricorso al Tar in cui si chiede l’annullamento del decreto del ministero dell’Ambiente numero 323 del 2017, con cui è stato espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto denominato “Bianca-Luisella”. Tradotto: di tratta dell’okay alla nuova piattaforma gigante che, a breve, si staglierà sul tratto di mare che unisce le Marche alla Romagna. Nella concessione rilasciata dal ministero dell’Ambiente si legge che riguarda un progetto presentato da Eni che «prevede l’installazione di una piattaforma adibita alla produzione di gas denominata “Bianca-Luisella”, la perforazione e messa in produzione di otto nuovi pozzi e l’installazione di tre condotte sottomarine per il trasporto del gas fino alla piattaforma Brenda (già attiva al largo di Fano, ndr), al fine di realizzare un drenaggio ottimale delle riserve di idrocarburi, gas metano al 99,77 per cento, dei giacimenti ubicati nel mare Adriatico Centro-Settentrionale».

Appello agli altri sindaci

Il sindaco pentastellato di Cattolica, Mariano Gennari, non ha alcuna intenzione di «abbandonare questa battaglia che è per il bene dell’intera della comunità». Nonostante le bocciature ai ricorsi di Abruzzo e Puglia, il primo cittadino spiega che «le nostre posizioni sono diverse: nel nostro caso contestiamo anche il fatto di non essere stati interpellati per quanto riguarda l’avvio delle trivellazioni». Il ricorso cattolichino, insomma, va avanti e Gennari, che nelle scorse settimane è stato “scaricato” da altri primi cittadini come Stefano Gianni (Misano) e Renata Tosi (Riccione), lancia un appello per fare quadrato: «Adesso che la campagna elettorale è finita, sarebbe necessario che anche gli altri sindaci, a prescindere dallo schieramento politico, si unisssero a Cattolica per contrastare le trivellazioni: ne va della salute del nostro mare e di tutta la comunità».

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