RIMINI

«Per sempre a Sanpa come voleva Gian Marco»

La moglie Letizia Moratti ai ragazzi. Cerimonia funebre e tumulazione nella comunità

28/02/2018 - 15:36

«Per sempre a Sanpa come voleva Gian Marco»

RIMINI. «La nostra famiglia allargata resterà sempre San Patrignano e mi impegnerò affinché San Patrignano, come voleva Vincenzo e come voleva Gian Marco, esista per sempre». È così che Letizia Moratti si è rivolta così ai 1.300 ragazzi della comunità prima della chiusura della cerimonia funebre in ricordo di suo marito Gian Marco Moratti.

L’ultimo viaggio verso l’amata San Patrignano è stato accompagnato dalla carezza della neve e da un raggio di sole. Tutte le ragazze e i ragazzi ospiti, i volontari, i collaboratori, le autorità, gli amici, la famiglia, si sono stretti ieri nel tardo pomeriggio nell’ultimo abbraccio a Gian Marco Moratti durante la cerimonia funebre celebrata a San Patrignano, dopo la funzione religiosa in chiesa a Milano in mattinata. E sarà proprio nel piccolo cimitero antistante la comunità che Gian Marco Moratti riposerà, idealmente vicino per sempre ai ragazzi e alle ragazze a cui tornava puntuale ogni volta che poteva.

Una cerimonia semplice e sobria, a cui sono accorsi gli amici di vecchia data anche da lontano, sfidando le condizioni avverse del maltempo. «Si semina la propria vita, si lavora, poi arriva la morte e sembra che spazzi via tutto, ma invece è questo il tempo del raccolto – ha sottolineato il parroco della comunità don Fiorenzo Baldacci durante l’omelia –. E qui la forza della vita eterna, come lo spirito di Gian Marco, di Vincenzo sono dentro di noi. Un uomo buono e giusto, non tanto perché ha fatto tutte le cose per bene ma perché si è abbassato ai più deboli, vincendo l’indifferenza e la fatica. Al di là delle convenzioni. È la solidarietà che libera la persona. Si è uomini nella misura in cui si è pronti a condividere, anche a fare fatica, come Gian Marco ha fatto fino in fondo».

Coriano ringrazia

Il sindaco di Coriano, Mimma Spinelli, ricorda: «Ho conosciuto Gian Marco e quello che mi ha colpito da subito è stata la sua straordinaria umanità, in particolare la sua commozione durante le commemorazioni della morte di Vincenzo Muccioli ad anni di distanza. Aver scelto di riposare per l’eternità a Coriano è un atto di generosità, di fiducia verso la comunità, atto di coerenza. Esprimo totale gioia per questo perché vuol dire speranza per i giovani e dedizione assoluta verso un progetto quello di Vincenzo Muccioli dove al centro c’è la vita».

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