RICCIONE

La tassa di soggiorno sarà investita per riportare la città in televisione

La sindaca Tosi: «Stiamo ancora lavorando sul progetto ma quel che è certo è che costerà molto»

di EMER SANI

25/01/2018 - 16:39

La tassa di soggiorno sarà investita per riportare la città in televisione

RICCIONE. L’Amministrazione sta preparando il ritorno di Riccione in televisione. In passato c’è stato “Un disco per l’estate”, più recentemente le sfilate del 25 Aprile. «Abbiamo progetti molto ambiziosi - dice la sindaca Renata Tosi -, gli eventi di Natale hanno dato prova di quello che possiamo fare e l’investimento fatto sta iniziando a ripagare: ora è arrivato il momento per Riccione di avere una vetrina televisiva. Stiamo ancora ragionando sul progetto, ma quel che è certo è che costerà».

E questo è il punto: per gli eventi e la promozione, la Giunta Tosi investirà i proventi della tassa di soggiorno, per la quale ha annunciato l’aumento a partire dal 1 marzo. Lanfranco Morri dell’hotel Sarti, in totale dissenso sulla tempistica, ha anticipato che non farà pagare la differenza ai suoi ospiti e nemmeno la farà gravare sui costi l’azienda. Per questo aprirà un contenzioso davanti al giudice. La comunicazione è stata data solo il 20 gennaio, quando metà dei contratti con clienti e tour operator sono già stati firmati e i prezzi concordati, ha detto, e l’albergatore non ha nessuna intenzione di modificare la parola data.

«Tecnicamente - prosegue la sindaca - quando la norma fiscale è definita non la si può eludere, e tra l’altro stiamo inasprendo le sanzioni per chi non versa. Detto questo le parole di Morri le prendo come spunto di riflessione; l’amministrazione è aperta al dialogo. Il bilancio è stato approvato con l’aumento della tassa di soggiorno, dovremmo trovare le risorse in modo diverso per non modificare tutti i progetti turistici previsti per la città. Al momento non ho ravvisato altre strade, ma ci siamo dati questi mesi apposto per le valutazioni».

La posizione dell’Aia

La sindaca incontrerà l’Associazione albergatori a inizio febbraio. «Non ne faccio una questione politica - mette le mani avanti il presidente Rodolfo Albicocco -, dal punto di vista tecnico il problema sollevato da Morri potrebbe esistere. Come associazione contatteremo i nostri associati per capire quanti sono coloro che stanno riscontrando questo problema, per dargli una dimensione. Comunque anche nel caso singolo come Aia ci impegniamo a portare il caso in discussione ad un tavolo di confronto con l’Amministrazione». Albicocco sottolinea quindi che « anche quando è stata introdotta era aprile e non è che l’Amministrazione ci avesse avvisato un anno prima» e rimarca «comunque noi siamo contrari sia alla sua applicazione che al suo aumento».

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