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RIMINI

Si risveglia con un amico nel letto. «Forse sono stata violentata»

L'episodio a casa della sorella. Lei, minorenne, ricorda solo di aver bevuto: «Eravamo in quattro»

di ANDREA ROSSINI

23/01/2018 - 12:00

Si risveglia con un amico nel letto. «Forse sono stata violentata»

RIMINI. Non si ricorda come mai, al risveglio, si è ritrovata accanto un ragazzo che conosce da tempo ma per il quale non ha mai provato interesse. Tutti e due svestiti e ancora intontiti dall’alcol, sotto le coperte del divano-letto nell’appartamento della sorella maggiore. La minorenne protagonista della vicenda non si ricorda neppure se l’amico ha abusato di lei. Glielo ha chiesto, ma anche lui sostiene di non ricordare niente. «Eravamo usciti in quattro per una scorribanda nei locali, forse abbiamo bevuto un po’ troppo. Da quel momento in poi nella mia memoria c’è il vuoto assoluto». E la sorella? Lei ha dormito in camera con l’altro ragazzo con il quale ha una storia sentimentale. Neppure lei ha potuto esserle di aiuto: non ha sentito niente di strano durante la notte. Per togliersi il dubbio di essere stata violentata è quindi corsa al pronto soccorso, dove è stata sottoposta a una visita ginecologica. Sarà l’esame dei tamponi vaginali a rivelare se c’è stato un rapporto sessuale: nel caso, però, non è stato violento: i medici non hanno rilevato né ematomi né escoriazioni. A quel punto è partita l’inchiesta: la ragazza ha denunciato il tutto ai carabinieri. C’è il sospetto che il ragazzo, più grande di lei, possa essersi approfittato delle condizioni di minorata difesa della minorenne. Non essendo lucida, infatti, non avrebbe potuto prestare il proprio consenso a un rapporto intimo. Quando, però, il sesso occasionale diventa violenza? Si può parlare di mancato “consenso” quando non viene usata la forza, e neppure le minacce, ma manca la lucidità perché entrambe le persone sono imbottite di alcol?

Sono domande che i carabinieri si sono già fatti, di recente, a proposito di quanto accaduto a Rimini nel settembre 2017: una presunta violenza sessuale all’interno di un locale del lungomare. L’inchiesta è ancora in corso, ma sui fatti c’è un grosso punto interrogativo. «Ho bevuto un drink, assieme a due ragazzi – disse la studentessa ventenne in Italia per il progetto Erasmus - Temo ci fosse qualcosa dentro perché da quel momento ho soltanto dei flash». L’ipotesi che fosse stata drogata è stata esclusa, allora come oggi, dalle analisi. Nel sangue c’era solo dell’alcol. Le testimonianze raccolte colmarono solo in parte il “buco” nella memoria della giovane. Neppure adesso, di nuovo in famiglia nel proprio Paese, riesce a rammentare di avere avuto un rapporto sessuale con uno sconosciuto (circostanza confermata da un buttafuori), ben presto identificato dai carabinieri in un trentenne argentino. La circostanza che non fosse in sé, però, lascia i soliti dubbi riguardo al “consenso” prestato all’uomo con il quale era stata vista appartarsi nel retro del locale. Lui, tutt’ora indagato a piede libero, sostiene di aver familiarizzato con la studentessa, di aver ballato assieme sotto gli occhi di tutti, e poi di essersi appartato con lei in cerca di intimità, senza che fosse sfiorato dal sospetto di stare approfittando delle condizioni di minorata difesa: «Era consenziente». Poi, dopo essere rientrati nel locale «tenendoci per mano, ognuno è andato per la sua strada».

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