IL CASO

Spari al cane e gomme tagliate: tre famiglie vivono un incubo

Le auto in sosta danneggiate varie volte e poi nel mirino ci è finito un meticcio che è stato impallinato. Caccia ai vandali

di ALESSANDRO GIULIANI

29/11/2017 - 11:58

Spari al cane e gomme tagliate: tre famiglie vivono un incubo

Il veterinario Luca Venturini e la radiografia del cane

RIMINI. Cinquanta sfumature di stalking. Dopo quello diretto e condominiale, ecco quello di vicinato. Prima i vandalismi e i danneggiamenti sulle auto parcheggiate in strada, poi gli spari contro un cane dentro il suo giardino, fino a fargli perdere quasi un occhio. Almeno tre famiglie da anni vivono nel timore e nell’ansia in via Maiolo, a Rimini, messe sotto pressione, praticamente uno stalking continuo, da una persona che cova del rancore e periodicamente provoca danni, alle cose e al cane preso di mira.

Con una lettera aperta le famiglie Bagli, Sarcià e Giannini raccontano un vero e proprio calvario. «Tre anni fa circa sono iniziati i vandalismi e i danneggiamenti alle auto parcheggiate nell’area circostante alla nostra proprietà, graffi, incisioni e ben tre gomme tagliate alle auto di mia figlia e di mio genero Edoardo – scrivono –. Questi atti più o meno gravi si sono ripetuti numerose volte, nonostante alcuni appostamenti notturni non abbiamo individuato i responsabili. La cosa più sconcertante è la negazione della libertà di poter parcheggiare la propria auto su un suolo pubblico davanti a casa e privi della certezza di sentirsi al sicuro. L’accaduto non è stato un fatto isolato bensì anche altri nel vicinato hanno riscontrato gli stessi problemi, così che questa area viene utilizzata solo brevi soste, non per lasciare l’auto parcheggiata di notte, mentre l’altra piazzetta adiacente è costantemente piena».

Pongo e gli spari

I danni alle macchine sono state solo il triste prologo a ciò che è successo al cane Pongo, un meticcio di color bianco e nero che passeggia all’interno del cortile. «Due anni fa, dopo averlo tosato abbiamo riscontrato una protuberanza sulla schiena che abbiamo cominciato a disinfettare da subito in quanto pensavamo fosse stata causata da una tosatura un po’ troppo maldestra. In seguito all’assunzione di vari farmaci e cure specifiche il veterinario ha deciso di inciderlo pensando fosse entrato uno spino. Ha estratto invece un proiettile, responsabile dell’infezione cronica che provocava fuoriuscita di pus continua».

I proprietari si sono anche dovuti difendere. «ll veterinario incredulo ha cominciato anche a farci domande su come trattiamo il nostro cane, accusandoci di svolgere pratiche non consone alla sua salute. Ma ha capito subito quanto vogliamo bene a Pongo».

Non finisce qui

«Verso i primi di dicembre, era il 2016, un mattino abbiamo trovato Pongo con un occhio sanguinante, gonfio e che cercava di tenere chiuso il più possibile. Per un paio di settimane è stato tenuto in osservazione portandolo dal veterinario a giorni alterni. Viste le gravi condizioni dell’occhio che non andavano migliorando abbiamo anche deciso di consultare un veterinario più specializzato per tale tipo di problema. Anche costui non riusciva a capacitarsi come da solo con un ramo fosse riuscito a provocarsi una ferita così profonda. Tuttora è in terapia due volte al giorno con un collirio che facilita l’apertura dell’occhio così da permettergli di mantenere almeno un po’ di vista periferica».

Non è ancora finita. «Nel mese di ottobre abbiamo trovato un’altra ferita sul fondo schiena, cominciammo a disinfettarlo ma dopo qualche giorno riscontrammo subito la somiglianza con la ferita del 2015. Cosi nuovo trasporto dal veterinario che attua subito una radiografia per avere la certezza della diagnosi. Una volta riscontrato un nuovo proiettile sul fondoschiena fece altre due radiografie su tutto il corpo e sconcertato, inorridito e senza parole arrivò a contare ben 15 piombini, sparatati da fucile o pistola ad aria compressa. Sono presenti in tutte le parti del corpo del nostro cane: mandibola, zampe, fianchi. Con questi esami riuscì a dare una spiegazione anche alla ferita dell’occhio causata da un piombino conficcato nel bulbo oculare. Il veterinario non sa come fa a non essere già morto per infezione. Cosi decidemmo di andare a sporgere denuncia contro ignoti. ll cane non esce mai dalla proprietà se non accompagnato da noi stessi. Per cui le ipotesi che rimangono sono due: una persona che dal cancello viene a sparargli o un confinante». Infine un appello: «Vi chiediamo se sapete o avete visto qualcosa, di aiutarci per porre fine a questo accanimento contro il nostro cane soprattutto ed a ristabilire l’armonia nella via».

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