DIMISSIONI A RAFFICA

Club Nautico, dimissioni a raffica

Nuove elezioni in programma forse già il 3 settembre

Club Nautico, dimissioni a raffica

RIMINI. Club Nautico Rimini nella bufera. Dimissioni a raffica, accuse pesantissime all’interno del consiglio direttivo in carica da appena un anno e tutto affidato all’assemblea dei soci (circa 360) e alle prossime elezioni: probabilmente domenica 3 dicembre.

Succede mercoledì quando si fanno da parte il presidente Gianfranco Santolini, il vice Andrea Musone e i consiglieri Fabio Po, Sanzio Sammarini e Marco Valcamonici. In pratica i cinque di maggioranza. Ai quali si contrappongono i quattro di minoranza riuniti nel sodalizio “Il Club ai soci”, anch’essi dimissionari: Luigi Lazzari Agli, Pier Paolo Franchini, Roberto Maria Brioli, Pietro Baronio. Appare chiaro che con una maggioranza così risicata e un clima di forte contrapposizione, prima o poi qualcosa sarebbe successo.

Tutti contro tutti

Il gruppo che fa capo a Santolini, denuncia infatti «attacchi» e «perdurante conflitto». «La situazione è diventata insostenibile – recita la nota – tanto da determinare la reazione dei soci che nell’assemblea di domenica hanno chiesto alla presidenza di denunciare i fatti alla Federazione italiana vela e alle commissioni disciplinari interne. Le intromissioni sono anche arrivate a pretendere di conoscere la quota che versano annualmente al Club Nautico i soci titolari dei posti barca lungo il canale; la richiesta porta la firma di due soci dissidenti, uno dei quali riveste attualmente un ruolo di primo piano all’interno di Marina di Rimini».

La conseguenza appare logica. «Matura quindi la persuasione che la reale posta in gioco sia non solo la sopraffazione dell’attuale consiglio direttivo, ma lo stesso Club Nautico a vantaggio di un altro “sodalizio” con diversi obiettivi e interessi».

A questo proposito il comitato il “Club ai soci” bolla l’accusa come «barzelletta» e diffonde il nome che Santolini non ha fatto: Gianni Sorci. Si tratta invece di un «normale controllo per vedere se tutti pagano o c’è qualche amico privilegiato».

Il braccio di ferro appare totale. Ecco perché Santolini, Musone, Po, Sammarini e Valcamonici hanno «ritenuto che fosse doveroso risparmiare al Club Nautico lo stillicidio di una ostinata conflittualità che, in ogni aspetto della vita sociale, trova sempre nuovi pretesti per alimentarsi, con effetti deleteri per l’intero sodalizio, per i soci e che mai negli 85 anni di storia del Club si sono verificati».

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