I COLPI IN FARMACIA

Il rapinatore seriale: «Facevo i colpi col motorino del babbo»

Trentacinquenne riminese arrestato un mese fa si autoaccusa attribuendosi la responsabilità di cinque colpi

Il rapinatore seriale: «Facevo i colpi col motorino del babbo»

RIMINI. Erano stati gli uomini della “Sezione antirapina” della Squadra Mobile di Rimini ad arrestare in flagranza il 35enne riminese Mattia Tomassoni, l’11 settembre scorso, subito dopo un colpo messo a segno ai danni della farmacia di via Coletti. A meno di un mese dalla cattura l’uomo ha confessato di essere lui il bandito seriale che nel corso dell’estate aveva effettuato altre rapine con analoghe modalità.

Lo ha fatto in carcere, assistito dall’avvocato difensore Ninfa Renzini, davanti agli investigatori della terza sezione della Mobile. Il riminese, che aveva chiesto di essere ascoltato, si è autoaccusato dell’irruzione nella farmacia comunale Rimini due, in via del Pino-via Covignano avvenuta nel tardo pomeriggio del 19 giugno scorso (gli era fruttata un bottino di 750 euro); della rapina alla farmacia di via Pascoli del 4 luglio scorso (era scappato con 1.500 euro); il colpo alla farmacia comunale numero 4 di via Marecchiese del 13 luglio scorso (700 euro) e quello ai danni della farmacia comunale numero 7 di via Rosmini (2.500 euro).

«Così mettevo a segno i colpi»

Il rapinatore ha spiegato di avere sempre agito da solo e di aver utilizzato una vecchia pistola giocattolo che gli era stata regalata quando era ancora un ragazzo. Si è disfatto via via degli abiti che indossava per non essere identificato. «Facevo i colpi col motorino di mio padre». Lo prendeva all’insaputa di tutti e poi lo rimetteva a posto in un angolo del giardino. Nessuno così avrebbe potuto associare a lui quello Scarabeo Aprilia di colore bianco che le forze dell’ordine cercavano in tutta Rimini dopo il moltiplicarsi delle segnalazioni. Il sospetto è che gli assalti servissero a finanziare gli acquisti di cocaina. A mettere fine alla serie di colpi era stato l’intervento di una pattuglia.

Intercettato dalla “civetta”

Brandendo una pistola - poi risultata una riproduzione priva del previsto tappo rosso - si era fatto consegnare l’incasso della giornata, circa milleottocento euro , sotto gli occhi impauriti di numerosi clienti. Il rapinatore era appena uscito dalla farmacia inforcando il solito scooter per darsi alla fuga, quando era stato intercettato da un’auto “civetta” della Squadra mobile che tutti i giorni battono il territorio, tenendo d’occhio tutti quegli obiettivi ritenuti “sensibili” - tra cui appunto le farmacie - poiché potenziale obiettivi dei rapinatori.

L’inseguimento era stato breve; gli agenti quando si erano resi conto che il soggetto era appena uscito dalla farmacia davanti alla quale stavano transitando, con un casco in testa e il fare frettoloso, avevano intuito che probabilmente aveva appena compiuto una rapina, e così avevano invertito il senso di marcia e lo avevano inseguito e bloccato. Il fascicolo sul rapinatore seriale è seguito dal pm Davide Ercolani che, raccolti i riscontri dovuti, potrebbe mandare presto a processo l’accusato.

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