Sabato 19 Agosto 2017 | 07:33

IL DRAMMA DI GESSICA

«Non basteranno 200mila euro per le cure»

L'ex Miss Romagna torna a casa dopo l'operazione: «Sull'esito dell'intervento all'occhio non ho avuto garanzie, non mi resta che pregare. Per due anni non potrò vedere il sole»

«Non basteranno 200mila euro per le cure»

Da sinistra l'assessora regionale Emma Petitti e Gessica Notaro

RIMINI. Non usa giri di parole e spiega che «la pelle brucia come se fosse sopra una piastra». Aggiunge anche di avere «sempre meno forze», perché tutte queste «anestesie totali ravvicinate stanno diventando ancora più pesanti da sopportare». Ma nonostante la spossatezza non dimentica di ringraziare «chi alle promesse iniziali ha fatto seguire i fatti». E allo stesso tempo non nasconde la preoccupazione per i costi da sostenere in futuro per le cure, «potrebbero non bastare 200mila euro». Gessica Notaro, la 28enne riminese aggredita lo scorso gennaio con dell’acido - gesto di cui è accusato l’ex fidanzato Edson Tavares - è tornata a casa martedì, dopo l’intervento alla cornea effettuato all’ospedale Bufalini di Cesena.

Come si sente dopo l’operazione?

«Non è facile. L’intervento è stato necessario e non era previsto. Ora ho l’occhio completamente chiuso dai punti e devo aspettare».

C’è il rischio che perda la vista da quell’occhio?

«I medici non mi hanno dato alcuna garanzia che riavrò la vista da quella parte. So che adesso non c’è più il rischio di perforazione. Ma per il resto non mi resta che pregare che tutto vada per il meglio. E il problema è anche un altro».

Quale?

«Il problema è che vivo con le valigie pronte per tornare in ospedale: ogni momento posso tornare per un’ulteriore operazione».

A proposito di cure, le promesse di pagamento che le erano state fatte sono state mantenute?

«Non tutte le persone hanno fatto seguire i fatti. Ma c’è chi si è mosso nel concreto. Emma Petitti, l’assessore regionale al Bilancio, è stata davvero un grosso aiuto per me, non mi ha abbandonata e la Regione si è mossa, come aveva detto, per la copertura. Anche dal Comune hanno promosso un’iniziativa. Inoltre, dal locale Verde mare, il titolare mi ha portato una busta con i soldi raccolti, non me l’aspettavo».

Ha stimato quanto occorrerà per pagare tutte le cure?

«Non è facile prevederlo, però sono in contatto con William Pezzullo, il ragazzo che nel 2012 è stato aggredito con dell’acido dall’ex fidanzata. Lui in cinque anni ha già speso 170mila euro ma purtroppo deve andare avanti con le spese, tanto che si supereranno i 200mila e non sa come fare, perché gli aiuti sono venuti a mancare».

Quindi è questa la cifra che pensa possa bastare?

«Mah, forse non basteranno neanche 200mila euro. Perché non so quanti anni occorreranno per dire la parola fine. Ora comunque penso a fare un passo alla volta. La stanchezza è davvero tanta dopo le anestesie totali e con il caldo le difficoltà aumentano».

In che senso?

«Sento la pelle bruciare come se fosse su una piastra. E questo stando semplicemente all’ombra, perché il sole, nelle condizioni in cui sono, purtroppo non lo vedrò ancora per tanto tempo».

Per quanto non potrà esporsi?

«Per almeno due anni potrò stare solo all’ombra se sarò all’aperto, oppure posso stare in luoghi chiusi dove ripararmi dai raggi. Anche questo, posso garantire, non è facile. Ma mi faccio coraggio e vado avanti. In alcuni aspetti sono anche migliorata».

In quali?

«Ho imparato ad automedicarmi, a mettermi le garze, oppure le creme. La fisioterapia che faccio due volte al giorno sta andando bene. E poi c’è il lavoro, che ho ripreso da qualche tempo e che mi dà grande soddisfazione perché è prima di tutto una passione».

Di cosa si occuperà?

«Continuo all’Acquario di Rimini. Sono arrivati i leoni marini e io, assieme al mio fidanzato Allen Linares, siamo i responsabili della gestione degli animali per tutta la stagione. Prima di fare questo ultimo intervento di urgenza sono andata diverse volte all’Acquario ma adesso non potrò tornare per qualche tempo, in attesa degli sviluppi dell’operazione. Non mi resta che aspettare e pregare, con la speranza di essermi messa il peggio alle spalle».

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