L'IMPRESA

«Da Tokyo a New York ho concluso il Grande slam delle maratone»

Il direttore d'azienda 38enne Maurizio Cerquetti due anni fa ha iniziato a correre diventando uno dei mille della World Marathon Majors. «Ci vuole passione, alle 5 sono già in strada ad allenarmi»

02/05/2017 - 10:35

«Da Tokyo a New York ho concluso il Grande slam delle maratone»

RIMINI. Fa il direttore all’interno di un’azienda di materiali elettrici, dal 2015 ha iniziato a dedicarsi con continuità alla corsa per tenersi in forma e da qualche settimana è entrato nel ristretto club della World Marathon Majors. Maurizio Cerquetti, 38enne riminese, ha bruciato le tappe: negli ultimi due anni ha partecipato e concluso le sei maratone più importanti del mondo; si tratta di Tokyo, Boston, Londra, Berlino, Chicago e New York. Un compito non semplice che lo ha fatto diventare «uno dei mille Six Star Finisher al quale è stata data la medaglia che raffigura tutte le città organizzatrici». Lo spiega a poche settimane dall’ultimo tassello, ovvero la maratona di Boston, la più antica con i suoi 121 anni di storia, che gli ha fatto raggiungere l’obiettivo prefisso: portare a termine il Grande slam.

E dire che fino a pochi anni fa Cerquetti, ex calciatore amatoriale, aveva appena iniziato a correre «per provare, come un hobby, e cercare di mantenermi in salute». Il primo tentativo è stato però molto soft, alla maratona di Roma nel 2009 l’allora 30enne aveva fatto registrare 5 ore e 10 minuti. Sull’onda dell’entusiasmo aveva provato anche quella di New York, ma i risultatati sono stati scadenti anche lì. Poi le gare sono state abbandonate, complice la scrittura di un romanzo, “Fuga da un labirinto perfetto”, il lavoro, gli impegni della vita quotidiana. «Fino a quando nel 2014 non ho ripreso l’attività», racconta Cerquetti, «ma ancora una volta la prestazione è stata un disastro: ho partecipato alla maratona di Firenze e ho dovuto abbandonare». Un tonfo che però ha segnato la svolta: «Ho deciso nel gennaio del 2015 di impegnarmi e mi sono affidato alle cesenati Martina Facciani, poi diventata campionessa italiana di maratona, e alla sorella Valentina, nutrizionista».

A quel punto, tre anni fa, sono iniziati gli allenamenti seri per affrontare quei 42 chilometri e 195 metri previsti nelle maratone. «Sveglia la mattina alle 5 per quattro volte alla settimana», racconta il 38enne riminese che ha fatto «prima i 20 chilometri, poi sono salito sempre più con 32, 35, 38 chilometri, seguendo un regime alimentare preciso con una miscela di proteine, carboidrati e grassi insaturi studiata apposta».

Il primo banco di prova è arrivato quattro mesi dopo, alla maratona di Londra, dove Cerquetti ha abbattuto i suoi tempi personali, riuscendo a finire gli oltre 42 chilometri in 3 ore e 20 minuti. «E senza saperlo ho fatto la prima delle sei maratone che rientrano nella World Marathon Majors, racconta lui stesso, che da quell’aprile di due anni fa ha iniziato a girare il mondo per inseguire il sogno di diventare un Six Star Finisher. Nessun paragone con i tempi dei professionisti, con i keniani che vincono in poco più di 2 ore. «Bisogna partecipare e finire le maratone, detta così può sembrare anche semplice ma assicuro che non lo è, bisogna metterci molta dedizione».

La passione che lo ha rapito da qualche anno l’ha dovuta comunque fare coincidere con il lavoro. Ma, spiega Cerquetti, «si tratta di una strada che può essere seguita da chiunque, perché nemmeno i costi sono proibitivi, si può andare ovunque stando un paio di notti, il tempo per correre le maratone e poi si torna a casa. Ci sono tour operator specializzati che fanno dei pacchetti tutto incluso». Ad esempio, per la maratona di Tokyo i costi con il volo incluso e stando quattro notti in Giappone sono di 2mila euro. Il vero problema, dice il riminese, riguarda «la disciplina: se uno vuole intraprendere questo percorso deve fare un può di rinunce e dedicarsi con una certa costanza».

Una volta iniziato il percorso la maratona diventa però una sorta di «passione contagiosa». Il direttore di azienda e corridore amatoriale oggi sarà anche tra i partecipanti della Rimini Marathon. E non solo: «A novembre - conclude - sarò a a New York dove correrò assieme a mio padre Carlo: ha 70 anni e sarà la sua prima volta, ma l’età non conta e se si ha l’entusiasmo giusto quei 42 chilometri e rotti si possono completare ovunque nel mondo».

Corriere Romagna (©) - 2018 P.Iva 00357860402
logo w3c