TRAGICO ERRORE

Detersivo nel bicchiere del bar, risarcimento da 700mila euro

A un cliente stato servito per sbaglio il liquido corrosivo

25/04/2017 - 10:14

Detersivo nel bicchiere del bar, risarcimento da 700mila euro

RIMINI

Maxi risarcimento da 700mila euro. È quello che ha ottenuto un commercialista di 52 anni, Luca Vitiello, a distanza di quattro anni, dopo che il 25 aprile del 2013 aveva bevuto in un noto bar riccionese un bicchiere in cui era contenuto del detersivo. Per quello che era accaduto, si è aperto ieri il processo in cui alla sbarra è finito il figlio 37enne della titolare del locale, che deve rispondere di lesioni gravissime.

Sangue dalla bocca

Il dramma era iniziato quando il professionista milanese di mezza età era entrato con la compagna nel bar che frequentava ormai da tanti anni, per riservare un tavolo per il pranzo. Nel frattempo aveva chiesto un caffè e un “goccino” d’acqua, in realtà di detersivo, che gli era stato versato da una normale bottiglietta di plastica. Immediatamente aveva avvertito un bruciore alla bocca come se andasse a fuoco e aveva chiesto «ma che cosa mi avete dato da bere?». Lo stesso Vitiello aveva parlato di «un liquido incolore e inodore che aveva uno strano sapore, simile al sale». Dopo l’uomo si era sentito male e, piegato in due, si era accasciato al suolo perdendo sangue dalla bocca.

Il cliente li ha perdonati

Il commercialista era finito in prognosi riservata, dopo che gli era stata fatta una lavanda gastrica e aveva presentato ferite all’esofago. A quel punto il ricovero d’urgenza nel reparto di Rianimazione, poi in quello di Chirurgia dove era stato curato e nutrito attraverso una sonda. Ma il calvario non era finito finito. Un anno dopo, nel 2014, Vitiello aveva detto di avere «perdonato», però confermava che le sue condizioni non sarebbero tornate come prima. «Alcuni organi sono stati compromessi, il mio stomaco si presenta pieno di cicatrici, come dopo un colpo di bazooka. Non potrò più ingerire carne e pane, solo liquidi e cibi morbidi ma mi ritengo fortunato, poteva andare molto peggio».

Il maxi indennizzo

Il risarcimento per quanto subito è stato quindi concordato per una somma di 700mila euro, che sono stati pagati dall’assicurazione del locale. E ieri è partito il processo per il figlio della titolare (difeso dall’avvocato Piero Venturi), al quale la procura ha ritenuto di addebitare la “responsabilità” dell’incidente: l’uomo aveva ammesso di aver versato il detersivo inodore, insapore, incolore in una bottiglia, ma ricordava di aver avvertito del pericolo la barista. Il pm aveva però chiesto l’archiviazione degli altri due indagati nella vicenda: la titolare, coinvolta in quanto legale rappresentante; e la stessa barista, che materialmente servì il “goccio d’acqua”. Quest’ultima, anche ieri in aula, ha detto di avere prelevato la bottiglia incriminata dal banco frigo, segno che qualcuno doveva averla inavvertitamente raccolta e spostata a sua insaputa.

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