Martedì 06 Dicembre 2016 | 09:08

DIRIGENTE SENZA LAUREA

Caso Funelli, un conto da 130mila euro

Corte dei conti: sindaco, giunta e segretario generale chiamati a risarcire il danno

 Sergio Funelli

Sergio Funelli

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RIMINI. E’ arrivato il conto del capo di gabinetto. Ed è salato: 130mila euro. La Corte dei conti va avanti e rinvia a giudizio sindaco, giunta e segretario generale.

Il fatto. All’inizio del suo mandato il sindaco Andrea Gnassi ha scelto Sergio Funelli come capo di gabinetto. Una nomina giudicata politica dall’opposizione, tanto è vero che dopo un esposto firmato da Giuliana Moretti (Ncd) si è messa in moto la Corte dei conti. Al Comune è stata rimproverata l’applicazione di un contratto di categoria D, per il quale è necessaria la laurea, titolo di studio che manca nella bacheca di Funelli. In soldoni: 23mila euro all’anno di retribuzione e altri 38mila sotto forma di indennità ad personam. Nel carteggio con la procura della Corte dei conti, Palazzo Garampi ha fatto valere le proprie ragioni, in particolare che con la nuova e più efficiente organizzazione e un capo di gabinetto chiamato a dialogare con le varie e molteplici attività, è stato risparmiato più di un milione di euro. In ogni caso, alla fine dell’anno a Funelli è stato applicato un contratto di tipo C. Addio quindi all’indennità ad personam.

La novità. In linea con quanto capitato al sindaco di Bologna Virginio Merola e il suo capo di gabinetto Marco Lombardelli (senza laurea), nelle scorse settimane la Corte dei conti ha deciso di rinviare a giudizio Gnassi, la giunta e il segretario generale Laura Chiodarelli. Il primo grado è previsto entro la fine dell’anno. In particolare la Procura questa volta ha quantificato il costo complessivo di Funelli: 130mila euro. La cifra che in teoria dovrebbe essere recuperata, chiedendola ai soggetti chiamati in giudizio. Anche se in un’altra porzione del proprio atto, la Corte dei conti ha stimato il danno erariale nella differenza economica fra i due contratti, da giugno 20011 a novembre 2013.

In ogni caso Palazzo Garampi ha sempre sostenuto di avere agito in base alle norme vigenti e di essere in buona compagnia (Parma, Bologna, Modena, Ferrara). Non solo. Qualunque sarà la decisione della Corte dei conti, il Comune non subirà danni. Nella peggiore delle ipotesi, il danno sarà caricato sulle spalle (e il portafoglio) degli amministratori e del segretario generale.

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