Sabato 10 Dicembre 2016 | 06:02

L'APPELLO

Vitali al governo Renzi: «Diteci con chiarezza quale sarà il destino dei dipendenti delle Province»

Matteo Renzi e Stefano Vitali

Matteo Renzi e Stefano Vitali

Questa la lettera aperta al nuovo governo con cui il presidente della Provincia Stefano Vitali chiede che siano date in tempi rapidi risposte al destino dei suoi dipendenti, visto che la soppressione dell’Ente non è in discussione,

RIMINI. «Il governo Renzi si muove all’insegna della rapidità. E questo è un bene, sia per i cittadini che per le Istituzioni. Oggi il cruciale passaggio della fiducia in Parlamento. L’auspicio di tutti è che non si creino intoppi tali da rallentare la marcia delle riforme attese. Il cuore abbraccia la speranza, la testa resta un tantino più cauta. Soprattutto alla luce di queste prime 48 ore in cui non ci si è fatti mancare l’ormai classico “scivolone e successiva precisazione” in materia fiscale da parte di un esponente governativo. Non sarà facile, neanche per l’entusiasta ed energico Matteo Renzi, farsi largo tra casta, revisione della spesa e anche le spesso maldestre e inemendabili liturgie della politica. Proprio per questo, anche da renziano realista, non vorrei che il riflesso psicologico agli inciampi del cammino e a qualche possibile schiaffone sempre in attesa dietro l’angolo, fosse quello di mettere “momentaneamente” da parte i problemi più spinosi, supplendo con esibizioni erculee sui provvedimenti che viaggiano lungo percorsi meno accidentati.

Inutile nasconderlo, il diavolo si cela nei dettagli e neppure i più coraggiosi possono realizzare con impressionante, rapida, cadenza marziale tutto quanto va realizzato. E allora non vorrei che, per convenienza e ansia da prestazione, tra qualche giorno tornasse a risalire la temperatura intorno alla sorte delle Province, comunque da tempo segnato a prescindere. Non è neanche più il caso di discuterne: le Province vanno abolite, subito. Quello delle Province è un sacrificio possibile, è la rinuncia suprema che il nostro sistema politico regala ai cittadini. In tempi come questi, anche i politici devono fare delle rinunce, e le Province sono un capro espiatorio gettato in pasto all’opinione pubblica. Ma ormai questi sono discorsi superati, non è più il tempo in cui si vogliono affrontare discorsi troppo articolati e complessi. Le Province, almeno così come le intende la Costituzione, di fatto sono già sul tavolo all’obitorio. E questo è il tempo della rapidità, e del coraggio.

Quel coraggio, per l’appunto, che pare dovrà essere la parola chiave del discorso di investitura del nuovo Presidente Matteo Renzi.

Ecco, in mezzo a tanti temi molto più politicamente complessi e controversi che il Governo si troverà ad affrontare, io vorrei chiedere a Renzi di trattare quello delle Province con il coraggio della serietà, dando per scontata la loro scomparsa e dunque senza riaprire la discussione sul merito della cosa. Da ormai due anni le Province, costantemente delegittimate, hanno perso non soltanto risorse finanziarie ma anche l’autorevolezza del ruolo che la Costituzione assegna loro, con grave danno per il funzionamento dei territori e per le loro economie. Il tutto grazie a decreti che impressionano per il livello di pressapochismo e l’assenza di una visione globale qualsiasi. Uno spreco di denaro pubblico, anche questo, difficilmente quantificabile poiché indiretto. Ma l’aspetto che ora più mi preme di questa partita è porre all’attenzione la serietà di un tema pressoché assente dal dibattito: mai una parola chiara è stata scritta o pronunciata sul destino dei dipendenti delle Province, al massimo generiche rassicurazioni o vaghi accenni in decreti legge, che non fanno altro che aumentare l’insicurezza e la complessità di un lavoro quotidiano, già comprensibilmente difficilissimo negli ultimi due anni. I dipendenti delle Province hanno evidentemente la colpa di aver vinto concorsi pubblici e di trovarsi a lavorare, nel discredito generale, in enti che non servono più e vanno cancellati per il bene del Paese. Che fine faranno, loro e le loro famiglie? In oltre due anni, nessuno Ministro ha voluto rispondere con un minimo di chiarezza. Renzi abbia il coraggio di farlo, con serietà e rapidità. Io, anche da renziano realista, ci conto».

 

 

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