CORIANO

Cento famiglie adottano una famiglia siriana

Arrivati a Monte Colombo: hanno vissuto per tre anni in un campo profughi in Libano

di EMER SANI

01/02/2017 - 10:49

Cento famiglie adottano una famiglia siriana

CORIANO. «Un’adozione a chilometro zero» quella di cento famiglie corianesi che si sono impegnate a versare 15 euro al mese per un anno per poter accogliere una famiglia di profughi siriani.

Saranno ospitati in una casa famiglia a Monte Colombo. «Il padre richiedente asilo in Siria era stato arrestato per un anno e sottoposto a torture e sevizie. Gli sono state uccise la moglie e la sorella - spiegano dall’associazione Papa Giovanni XXXIII -, ha pagato una cauzione di 3mila euro per uscire dal carcere del regime». L’uomo, i suoi 3 figli di 3, 7 e 11 anni, e la donna con cui sogna di rifarsi una vita, sono atterrati lunedì mattina a Fiumicino. «Hanno vissuto per tre anni in un campo profughi del Libano in condizioni ai limiti della dignità umana, sostenuti dai volontari di Operazione Colomba, corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII. La loro accoglienza a Coriano sarà possibile grazie all’impegno di Max e Gilda, una coppia del territorio che ha già due figlie: loro si sono attivati per coinvolgere i cittadini e trovare la casa dove andranno a vivere». Approfittando del ponte di Ognissanti, a novembre scorso, Max e Gilda si sono recati in un campo profughi in Libano, al confine con la Siria, grazie ad Alberto Capannini, un volontario dell’Operazione Colomba.

«Cinque giorni sembrano pochi - racconta Gilda in un’intervista a Il Ponte -, e invece in quei luoghi sono un’eternità per capire tante cose: che spesso i diritti vengono calpestati, che il disagio che si vive in certe situazioni può trasformarsi in disperazione, che i bambini e gli anziani sono deboli da proteggere sempre e comunque, che quello che conta veramente nella vita sono le relazioni, le persone e l’essenzialità. Ti rendi conto che non puoi più far finta di niente e che devi fare qualcosa». Dopo il viaggio Max e Gilda sono tornati a Coriano: hanno incontrato il sindaco, la scuola, i preti. E hanno iniziato a organizzare incontri per sensibilizzare il territorio e per far conoscere il progetto.

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