Lunedì 23 Ottobre 2017 | 02:39

AGGUATO IN VIA BIDENTE

Giovane sfregiata con l'acido sotto casa

«E' stato Eddy, il mio ex fidanzato». Fermato l'uomo, il giudice gli aveva imposto di non avvicinarsi a lei: «Non sono stato io, ero con un'altra donna»

Giovane sfregiata con l'acido sotto casa
 
RIMINI. Le ha gettato in faccia l’acido per cancellare la sua bellezza, perché nessun altro potesse più goderne. Poi è scappato via nell’ombra, sperando di farla franca. «L’ho visto, è stato il mio ex» ha subito urlato tra le lacrime ai suoi primi soccorritori, tra cui la madre, Gessica Notaro, 27 anni, riminese, vittima dell’aggressione: è ricoverata a Cesena «in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita». L’agguato risale alle 23.30 di martedì scorso ed è avvenuto nel parcheggio condominiale dell’abitazione della giovane donna, in via Bidente, 26, a Rimini. Il presunto responsabile, grazie alla collaborazione tra polizia e carabinieri (pm Luca Bertuzzi), è stato individuato poche ore dopo e adesso si trova in carcere in stato di fermo con l’accusa di lesioni gravissime aggravate da premeditazione, futili motivi e crudeltà. Si tratta di Edson Jorge Tavares Lopes, detto “Eddy”, 29 anni, originario di Capo Verde: denunciato da tempo per stalking, per ordine del giudice doveva stare alla larga almeno cinquanta metri dalla ex. Lui nega tutto, ma per la Squadra mobile il riconoscimento è certo e il suo alibi («Ho trascorso la serata con un’altra donna») non regge. L’udienza di convalida è fissata per domani, sarà difeso dall’avvocato Andrea Tura.
Gessica, eletta dieci ani fa “Miss Romagna”, istruttrice al Delfinario di Rimini, dopo aver trascorso una serata con alcuni amici stava tornando a casa sulla sua auto. Ha accompagnato alla macchina il nuovo fidanzato, che l’ha salutata ed è ripartito, e poi - come è solita fare - ha parcheggiato sotto l’abitazione. A quel punto è stata affrontata da un uomo che lei ha creduto di riconoscere nel suo ex ragazzo. Senza dire una parola lui, probabilmente folle di gelosia, le ha gettato dell’acido colpendola al volto, al collo, a una gamba, poi è scappato via. «Sono certa, era lui» ha ribadito Gessica in ospedale agli investigatori. Ieri mattina, verso le 9.30, lui è stato rintracciato nella nuova abitazione (fino a pochi mesi fa viveva anche lui nella zona di via Bidente) in via Vannucci. «Non ho fatto niente, ho passato la serata e poi la notte con una mia amica di Cattolica». La donna, una cittadina straniera, ascoltata dai poliziotti è stata piuttosto vaga sugli orari e la giustificazione non è parsa credibile: ai polsi dell’uomo sono scattate le manette. Edson “Eddy” Tavares Lopes, anche senza la decisiva testimonianza della parte offesa, sarebbe stato comunque l’indiziato numero uno: lei lo aveva denunciato per stalking e la procura ne aveva addirittura chiesto l’arresto alla fine di settembre 2016 (qualche giorno prima era stato arrestato per resistenza: la Forestale era andata a sequestrare il pitbull a cui aveva fatto tagliare le orecchie). Alla fine il giudice aveva optato per la misura del divieto di avvicinamento con obbligo di dimora dalle 22 alle 7 (quest’ultimo revocato dalla fine di novembre). L’uomo, “lasciato” da Gessica nel maggio 2016 dopo una storia di tre anni, non si era rassegnato alla fine della relazione. All’epoca anche lui lavorava al Delfinario, come guardiano notturno per impedire i blitz degli ambientalisti. Perse il posto dopo aver minacciato di morte un paio di colleghi che lei frequentava come amici («Vi infilzo con la balestra»). Il sequestro del computer, disposto dall’autorità, impedì che mettesse in atto un altro dei suoi propositi annunciati «Metto in Rete le nostre immagini nell’intimità». Qualche foto senza veli, però, la fece circolare sui social, sempre per “dispetto”. La ragazza nel frattempo aveva chiesto aiuto: «Non mi fa più vivere». Il questore Maurizio Improta il 19 agosto 2016 notificò al capoverdiano un “ammonimento”, provvedimento pre-cautelare, che però “Eddy” ignorò. Continuarono i pedinamenti, i messaggi, le chiamate. Di qui la richiesta di arresto e il divieto di avvicinamento. Misure che non hanno impedito a Tavares, se la ricostruzione dell’accusa sarà confermata, di fare del male a Gessica. In uno degli sms minatori le aveva annunciato che gliel’avrebbe fatta pagare nel giorno del suo compleanno. Lei, il 27 dicembre, ha tratto un sospiro di sollievo. Il suo aggressore, però, conosceva bene un’altra ricorrenza, triste, per la famiglia Notaro. E ha scelto per il suo attacco il 10 gennaio, sesto anniversario della tragica scomparsa del fratello di Gessica. Anche lei ha rischiato grosso: l’acido può rivelarsi letale. Il direttore del Centro grandi ustionati del Bufalini, Davide Melandri, è almeno in parte rassicurante: «Prognosi riservata, ma non in stretto pericolo di vita. In casi come questi, con ustioni profonde al viso e al collo, le ferite devono demarcare e quindi occorre un periodo di osservazione di almeno qualche giorno prima di poterci capire qualcosa. Allo stato è impossibile dire se rischia o meno la vista lo si scoprirà strada facendo».

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