Martedì 17 Ottobre 2017 | 20:49

APPELLO AGLI HOTEL

«Aprite le vostre porte ai senzatetto in strada»

Termometro sotto lo zero, la Papa Giovanni XXIII fa gli straordinari per gli aiuti di notte: servono coperte e sacchi a pelo

«Aprite le vostre porte ai senzatetto in strada»
 

RIMINI. Le temperature scendono in picchiata: di notte, si sprofonda verso minime attorno i due gradi sotto lo zero, i venti ghiacciati da Nord rendono la situazione ancora più drammatica e per chi resta in strada la morsa del gelo diventa tremenda. Ecco perché dalla Capanna di Betlemme lanciano un appello agli hotel: «Aprite le vostre porte ai senzatetto in strada: sarebbe necessario dare loro un riparo, almeno in questi periodi più critici».

Carlo Fabbri, uno dei responsabili della comunità della Papa Giovanni XXIII, racconta infatti che è partito un piano di emergenza per riuscire a dare una risposta a chi rischia l’assideramento: «Ci sono numerose persone che non riescono a trovare un posto al caldo e sono costrette a ripararsi dentro vagoni treno e case abbandonate».

In questo rigido inverno è un rischio altissimo e alla Capanna di Betlemme hanno aumentato i posti fino a cinquanta per notte per una parte di quei senzatetto che intercettano tra stazione dei treni, marciapiedi e giacigli all’addiaccio improvvisati.

Ma gli spazi scarseggiano. Ed ecco che è scattato un ulteriore piano: in viale Regine Margherita, sono stati predisposti dei posti letto all’interno dell’Albergo sociale, usato normalmente dalla Papa Giovanni XXIII per l’accoglienza di nuclei familiari in situazione di disagio abitativo.

Nonostante gli straordinari e l’impegno profuso, Fabbri precisa che «un tetto per tutti non è stato trovato». Già perché il problema è che i numeri in provincia sono consistenti per quanto riguarda le persone che si trovano senza una casa: «E’ davvero difficile fare una stima esatta - continuano dalla Capanna di Betlemme, che dal 1987 opera sul campo con i suoi volontari - ma in media possiamo dire con certezza che gravitano nel Riminese oltre duecento persone senza fissa dimora».

Nell’ultimo report dell’amministrazione comunale, reso pubblico il 20 dicembre scorso, si parlava di 230 persone nei primi nove mesi del 2016, con un trend degli interventi in crescita del due per cento rispetto gli anni precedenti. Anche per questo il Comune ha stanziato altri 210mila euro per il progetto “Housing first”, grazie al quale «sono stati avviati sul territorio riminese interventi sperimentali di progressivo inserimento sociale di nove senza fissa dimora, in altrettante soluzioni abitative».

Ma per dare a tutti un luogo dove riscaldarsi e dormire, dalla Capanna di Betlemme si rivolgono «a chi ha degli spazi da potere concedere, come gli albergatori, che potrebbero mettere a disposizione per periodi anche brevi le loro strutture: sappiamo che si tratterebbe di un gesto impegnativo ma darebbe una grossa mano».

Così come darebbe una aiuto importante «la donazione di coperte, maglioni e sacchi a pelo», continuano dalla Papa Giovanni XXIII, «tutto quello che serve per ripararsi dal gelo è davvero benaccetto, anche perché sappiamo già che purtroppo tanti saranno costretti a restare fuori a dormire e per loro arrivare fino al mattino dopo diventa una questione di sopravvivenza».

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