LA FESTA

Il Capodanno si apre con il botto:«Successo senza precedenti»

Il Comune: «Oltre 150mila persone. E centro, mai come quest'anno, fulcro della festa»

02/01/2017 - 11:12

Il Capodanno si apre con il botto:«Successo senza precedenti»

Skin

RIMINI. Per la Riviera è stato un Capodanno davvero super. E l’amministrazione non ha dubbi: «Rimini brinda al nuovo anno con un successo senza precedenti per il Capodanno più lungo del mondo che dà il via al 2017 battendo ogni record».

Bagno di folla al mare, così come in centro storico, mai come quest’anno grande protagonista della serata: pienone al concerto di Francesco Renga in piazzale Fellini, folla oceanica al Teatro Galli trasformato per una notte nella temporary disco a cielo aperto più suggestiva e di tendenza d’Europa. Tutto esaurito alle feste nei luoghi simbolo della città all’insegna di musica, arte, cultura, fra concerti, dj set e visual mapping.

«Questa sesta edizione ha portato Rimini al centro della scena nazionale e internazionale». Dalla Londra di Skin atterrata al cantiere del Galli, ai dj berlinesi delle serate cult di Ibiza Cocoon, a Fellini, Mastroianni, ai musei, le piazze, la cultura, dalla musica caraibica alla fotografia d’autore. Anche complici meteo e temperature tutto sommato miti per la stagione, un fiume di gente («più di 150mila persone fra mare e centro storico») ha invaso le strade e le piazze di Marina Centro e della città, facendo registrare ovunque un’affluenza straordinaria.

Un successo annunciato già nei giorni scorsi con più di 500 hotel aperti e i ristoranti che hanno festeggiato in anticipo visto il profilarsi del tutto esaurito all’insegna del doppio turno. Sin da venerdì e dalla mattinata di ieri, lungo i viali delle Regine e in centro storico, il colpo d’occhio era quello di «un ferragosto invernale». Code e rallentamenti ai caselli autostradali, file davanti ai presepi di sabbia e le piste di ghiaccio, turisti e famiglie a passeggio sul lungomare.

Ecco il 2017. A mezzanotte il brindisi davanti a un pubblico festante. Sul palco insieme a Renga e agli altri artisti è salito il sindaco Gnassi che ha salutato il nuovo anno ricordando Fellini con la frase tratta da Amarcord: «Talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile che non partire mai. Buone strade di pace, speranza e nuove opportunità». Poi la festa è proseguita fino alle luci dell’alba in un centro storico gremito come non mai, fra una lunga fila di proposte apprezzate non solo dai riminesi ma anche dai tanti turisti giunti in città.

Il sindaco. «L’edizione di quest’anno è la migliore di sempre - sottolinea senza mezzi termini il sindaco Andrea Gnassi -. In Italia Rimini è nella top 5 delle proposte più gettonate di fine anno assieme alle città d’arte più famose nel mondo come Roma, Firenze, Milano. L’immagine di Skin sotto le volte del “cantiere in movimento” del teatro lirico di Rimini di fronte ai 600 anni della Rocca Malatestiana è un'immagine fortissima, di uno spettacolo che abbatte schemi e barriere. Musica e cultura, contemporaneo e classico insieme: una via finora poco battuta in Italia di un divertimento unico, speciale, dove l'elettronica si mischia alla performance e diventa spettacolo esclusivo e popolare allo stesso modo, creando relazioni, socialità e lavoro». E aggiunge: «Chi sceglie Rimini sa già, ancor prima di scoprire il programma dettagliato, che la città offre molte proposte oltre il 31 dicembre. Chi si è mosso last minute non ha trovato camere libere e gli albergatori hanno riempito non per una notte ma per circa 4 giorni, nonostante il calendario sfavorevole di quest’anno. E’ stato premiato chi ha offerto servizi all-inclusive comprensivi di cenone di fine anno. In un periodo di bassa stagione, abbiamo saputo proporre un programma unico in Italia, ottenendo un ritorno oltre le aspettative». Un pensiero, infine, il sindaco lo dedica alla minaccia del terrorismo: «Quanto è accaduto ieri sera a Rimini, con il fiume di gente che occupava ogni angolo della città, è anche la risposta inequivocabile a chi vorrebbe chiuderci per sempre in casa-. Ai seminatori di odio e terrore che vogliono trasformare i luoghi in cui viviamo in bui recinti senza vita e senza emozioni».

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