Venerdì 09 Dicembre 2016 | 04:49

IL NUOVO CORSO

Kebab e minimarket fuori dal centro

Ordinanze del Comune che però non intervengono sulla situazione attuale

Kebab e minimarket fuori dal centro

RIMINI. Niente kebab nel centro storico. Ma neppure minimarket, distributori automatici e per quanto possibili fast food. Ovviamente da adesso in poi, quello che già esiste, ormai esiste. E’ il nuovo corso annunciato dal Comune, grazie a quella porzione di riforma Madia sopravvissuta all’esame di diritto costituzionale. Quella, per la precisione, grazie alla quale è possibile valorizzare le aree di pregio cittadino, tutelando le botteghe storiche, tipiche e tradizionali, bloccando l’invasione delle attività che stonano con il contesto. Sono sotto gli occhi di tutti i lavori a Galli, Fulgor, Ponte di Tiberio, Museo e Castel Sismondo. Ecco. D’intesa con la Regione e sentita la Soprintendenza, Palazzo Garampi ha intenzione di adottare delibere destinate a individuare aree di pregio storico e archeologico in cui vietare l’apertura di determinate categorie merceologiche.

Ma procediamo con ordine. Il Comune ha intenzione di mettere a punto alcune ordinanze per evitare che nel centro storico si possa verificare una «invasione» di imprese che «poco o nulla hanno a che fare con la tipicità dei prodotti e in generale della qualità complessiva» di quella porzione di città.

Ad annunciarlo, ieri mattina, è l’assessore alle attività economiche, Jamil Sadegholvaad, che promette uno «studio» e una «attenta riflessione» sul tema, da parte dell’amministrazione assieme alle categorie economiche.

L’assessore vuole infatti approfittare del fatto che l’articolo della riforma “Madia” che permette di vietare l’apertura di alcuni esercizi commerciali in talune zone del centro delle città non è tra le parti giudicate “incostituzionali” dalla Consulta.

In quell’articolo, sottolinea l’amministratore, in soldoni si dice che la «liberalizzazione delle licenze commerciali può essere subordinata a provvedimenti comunali che, motivati, tutelino nelle aree di pregio, a partire dai centri storici, attività commerciali che non stonino con il contesto».

E Rimini ne vuole quindi approfittare, sottolinea Sadegholvaad, «perché nel momento in cui il centro storico è oggetto di interventi di riqualificazione e di valorizzazione radicale sarebbe poco accettabile l’invasione di imprese che poco o nulla hanno a che fare con la tipicità».

Palazzo Garampi, aggiunge l’assessore, vuole «valutare bene effetti e impatti e poi decidere, perché è nell’interesse della comunità difendere la bellezza, il decoro e la vivibilità delle aree urbane in cui vive ed è motore attrattivo il patrimonio storico, artistico, ambientale, paesaggistico».

Quindi «analizzeremo ogni aspetto, opportunità e problema, ma dicendo chiaramente che è interesse nostro e della comunità riminese, valorizzare al meglio questo patrimonio, facendolo con le ordinanze più efficaci e solide e che siano solide davanti ai primi ricorsi».

In attesa di confrontarsi con Regione e Soprintendenza, l’assessore Sadegholvaad spiega che bisognerà capire fino dove sarà possibile spingersi, ma fosse per lui «coinvolgerei tutta la città, oltre il centro storico, comunque i viali delle Regine».

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