Venerdì 09 Dicembre 2016 | 10:35

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SALUTE

Vaccini, la linea dura del Comune di Rimini

Da maggio senza certificato non è possibile accedere all'asilo nido. Palazzo Garampi promette controlli a tappeto al momento delle prossime iscrizioni

Vaccini, la linea dura del Comune di Rimini

RIMINI. Adesso che è legge, non ci sono più scuse: bambini vaccinati o niente asilo nido. Il Comune annuncia controlli al momento delle prossime iscrizioni. E’ la promessa dopo che la Regione ha varato la norma che rende obbligatoria la vaccinazione contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B.

Non si scherza. La posizione ufficiale di Palazzo Garampi non lascia spazio alle interpretazioni. «Riteniamo che la tutela sanitaria di tutti i bambini sia un valore da difendere anche con scelte obbligatorie - viene sancito in una nota -. Perché con la salute non si scherza e ancor meno se a pagare scelte incoscienti e francamente incomprensibili siano altri bambini senza colpa. Si pensi ai bimbi immunodepressi, la cui unica possibilità di frequentare la collettività, a partire dal diritto allo studio, è che tutti gli altri siano vaccinati».

E’ noto, Rimini è un caso nazionale. «I dati sono estremamente preoccupanti e vedono l’area riminese non solo all’ultimo posto tra le province della regione per percentuale di bimbi vaccinati, ma soprattutto perché, con l’87,5% nel 2015, siamo colpevolmente al di sotto da quella percentuale del 95% che l’Oms indica come soglia indispensabile per garantire la migliore protezione a tutta la popolazione».

Controlleremo. In attesa delle regole attuative, ci sarà tempo fino a maggio-giugno per mettersi in regola così da consentire ai genitori dei bimbi non ancora vaccinati di aver il tempo necessario per rispettare le nuove disposizioni. «Un lasso di tempo che riteniamo giusto, così come riteniamo giusto essere rigorosi - come lo saremo - nel verificare, prima di accettare la domanda di iscrizione, la presenza del certificato di avvenuta vaccinazione che costituirà requisito necessario e inderogabile di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati. Le norme attuative della Regione saranno indispensabili anche per valutare la situazione dei bambini non vaccinati che già frequentano strutture per l’infanzia comunali: vedremo l’orientamento generale ma appare evidente che non si possa togliere il diritto a chi già frequenta il nido».

Avanti così. L’onorevole Tiziano Arlotti (Pd) chiede che tutte le Regioni seguano l’esempio dell’Emilia Romagna. «Si tratta di un passo molto importante, portato a termine coerentemente con gli impegni presi dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Ora auspico che questo esempio venga seguito anche da altre Regioni e a livello nazionale. Lo stesso premier Matteo Renzi ritiene fondamentale questo tema, a tutela della salute pubblica».

Arlotti ricorda che Rimini resta ancora maglia nera in regione per percentuale di bambini vaccinati. I dati relativi al 2015 confermano che la copertura è dell’87,5% «ben al di sotto della media regionale».

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