Sabato 10 Dicembre 2016 | 06:01

SEQUESTRO IN SPAGNA

Liberata grazie a un sms

Donna salvata dal messaggio alla madre

Liberata grazie a un sms
RIMINI. Va in Spagna seguendo il consiglio di un’amica e con la prospettiva di un lavoro ben remunerato, ma viene sequestrata e picchiata affinché si prostituisca. La donna si è sottratta all’inganno dei suoi aguzzini grazie a un “sms” di aiuto inviato alla madre, che si rivolge ai carabinieri di Novafeltria. Nel giro di ventiquattro ore, dopo l’intervento dell’Interpol, le forze di polizia spagnole riescono infatti a liberarla.
I fatti risalgono alla notte di Ferragosto, quando una sessantenne di origine romena, allarmata per la richiesta della figlia, si presenta in caserma a denunciare il sequestro della congiunta, in corso in Spagna, dove la donna (35 anni di età) era andata solo pochi giorni prima. «Aiuto! Sono a Guernica, mi picchiano e non mi lasciano andare, chiedi aiuto è urgente».
I carabinieri di Novafeltria, guidati dal capitano Silvia Guerrini, capiscono subito che c’è poco da scherzare e cominciano subito a raccogliere informazioni per acquisire ogni elemento utile per il rintraccio della donna. Il tutto a partire dai messaggini, in particolare l’ultimo, con l’esplicita richiesta di soccorso. Il telefono, però, da quel momento in poi, risultava sempre spento. Un silenzio inquietante.
Gli investigatori, grazie a un’indagine lampo, hanno scoperto che la donna “sequestrata” - madre di due figli - lavorava come badante in Italia ma era stata allettata di recente da un’offerta di lavoro da parte di una connazionale. L’amica (L.I. le sue iniziali) le aveva infatti prospettato la possibilità di svolgere la sua professione in Spagna, e in particolare nella cittadina basca di Guernica, resa nota dall’omonimo e famosissimo quadro di Pablo Picasso.
Inquadrato il contesto, i carabinieri hanno cercato di agire tempestivamente per evitare alla giovane di andare incontro a sevizie o violenze. Sono stati analizzati i precedenti sms, è stata acquisita la foto della giovane e sentita la denunciante sui dettagli a sua conoscenza dell’offerta di lavoro.
Di concerto con il Nucleo investigativo di Rimini, il capitano Guerrini ha attivato l’Interpol riversando ogni informazione in suo possesso.
In meno di ventiquattro ore si è arrivati così al coinvolgimento della polizia spagnola: gli agenti hanno fatta irruzione nell’abitazione in uso dall’“amica”, liberando la 35enne: l’aguzzina, verificata la situazione, è stata tratta in arresto con l’accusa di sequestro di persona, percosse e lesioni. Altre indagini sono in corso per definire le eventuali responsabilità di altre persone sia in Spagna sia in Italia.

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