Venerdì 09 Dicembre 2016 | 10:37

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AERADRIA

Consulente indagato per concussione

Pagata profumatamente la doppia relazione di un professionista contemporaneamente membro del Cda di Aeradria e del collegio sindacale societario

Consulente indagato per concussione

RIMINI. Nello stesso tempo faceva parte del consiglio di amministrazione dell’Enac, l’autorità di certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile, e del collegio sindacale di Aeradria.

Così quando il professionista “accettò” di svolgere due consulenze per la stessa società di Miramare, già in brutte acque, e poi presentò una parcella giudicata eccessiva dai committenti nessuno si sognò di obiettare nulla. «Settantamila euro?» si domandarono perplessi Massimo Vannucci, amministratore di Rdr, e Massimo Masini, presidente di Aeradria, nel consultarsi tra loro. «Dobbiamo pagare quello che chiede». Adesso l’uomo, un 53enne commercialista e docente universitario, si ritrova indagato con l’ipotesi di concussione. Secondo il pm Gemma Gualdi e gli investigatori del Nucleo tributario della guardia di finanza di Rimini avrebbe abusato del particolare ruolo che ricopriva inducendo gli interlocutori a remunerare oltre misura il lavoro da lui svolto per loro. Pagine scarne, secondo l’accusa, e frutto più di riflessioni generiche e di copia-incolla piuttosto che del reale approfondimento di un cattedratico.

L’episodio non è passato inosservato e nei giorni scorsi il gip del Tribunale di Rimini Fiorella Casadei, su richiesta della procura di Rimini, ha disposto un sequestro preventivo per equivalente, eseguito dalla fiamme gialle. Settantamila euro dei pingui conti correnti del professionista sono stati quindi “congelati” ai fini di un’eventuale confisca.

Il consigliere di amministrazione di Enac, componente all’epoca dei fatti presi in considerazione anche del collegio sindacale di Aeradria si ritrovava in una condizione già di per sé singolare: contemporaneamente controllore e controllato (un’anomalia anche per Enac che al massimo piazza negli aeroporti dei funzionari con capacità manageriali).

Si è andati da lui, ad esempio, quando c’è stato bisogno di rivolgersi a qualcuno per certificare la validità dell’ormai nota operazione (fittizia per gli inquirenti) della cessione del marchio Riminigo.com tra Air e Riviera di Rimini. Sarebbe stata pagata profumatamente anche una seconda consulenza.

Il caso della possibile incompatibilità sostanziale tra l’incarico di vertice dell’Enac e la carica all’interno di Aeradria venne sollevato anche in Parlamento, nel maggio 2011, da Michele Pompeo Meta (Pd). Ma il rappresentante del governo chiamato a rispondere all’interrogazione, l’allora sottosegretario Bartolomeo Giachino, sostenne che gli organi di controllo non influiscono sugli indirizzi aziendali.

Il consulente in ogni caso restò al suo posto e fu sostituito all’interno del collegio sindacale di Aeradria solo il 28 febbraio 2013, al pari di ogni altro membro. Rimasero le perplessità sull’opportunità di percepire emolumenti da società soggette alle azioni di controllo da parte di Enac. Gli interrogatori delle scorse settimane hanno convinto gli investigatori che dietro a quelle consulenze ci fosse qualcosa di poco chiaro. Il professionista siede dal 2011 nel Cda di Enac (la nomina dei membri spetta al consiglio dei Ministri, al premier e al ministro dei trasporti).

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