Venerdì 30 Settembre 2016 | 13:45

INCHIESTA ICARO

Crac Aeradria: cinque patteggiano

Raggiunto l'accordo con l'accusa per gli ex consiglieri di Rdr, responsabili del fallimento della società "satellite": un anno e dieci mesi più centomila euro a testa

Crac Aeradria: cinque patteggiano

RIMINI. Si profilano le prime conseguenze dell’inchiesta Aeradria: cinque dei diciannove imputati si sono accordati, infatti, per il patteggiamento, mentre il giudice dell’udienza preliminare, in attesa di decidere a settembre se processare o meno gli altri, ha ammesso la costituzione di tre parti civili. Tra queste non figura per adesso il Comune di Rimini.

La decisione sulla questione è arrivata ieri, poco prima delle 14, al termine dell’udienza.

Tre parti civili. Il Gup Cantarini, che si era ritirato per decidere, ha respinto le eccezioni degli avvocati Alessandro Catrani, Moreno Maresi, Roberto Brancaleoni e Maurizio Ghinelli, Gian Luca Malavasi, Cesarina Mitaritonna e Michela Vecchi. Sono state così ammesse nel procedimento per il crac Aeradria, la società che ha gestito l’aeroporto “Federico Fellini” di Rimini fino al fallimento nel 2013, le due curatele fallimentari (di Aeradria e della società collegata Rdr) e il comune di Riccione, costituito solo nei confronti dell’ex sindaco, Massimo Pironi, relativamente al presunto abuso d’ufficio di cui è accusato.

E il Comune di Rimini?. C’era curiosità, alimentata dagli avversari del sindaco Andrea Gnassi durante la recente campagna elettorale, per sapere se la medesima linea di condotta sarebbe stata adottata anche dal Comune di Rimini. Non è stato così, ma si tratta di una scelta non definitiva: c’è tempo fino all’apertura dell’eventuale dibattimento e nel caso di rinvio a giudizio dovrà essere adottata una delibera per avvalorare una qualsiasi decisione. E’ una questione riservata agli esperti di Diritto amministrativo valutare invece a chi tocchi eventualmente costituirsi per conto della Provincia, nel bel mezzo del trasferimento delle funzioni. Si vedrà.

Cinque patteggiano. Nel frattempo si avviano a definizione le posizioni di cinque imputati, legate al fallimento con dolo della società “satelllite” Rdr (Riviera di Rimini promotions). Chiamati a rispondere delle violazioni della legge fallimentare la ex presidente Eliana Baldelli e i membri del consiglio della società Cesare Ciavatta, Ennio Attilio Sanese, Maurizio Cecchini e Pierluigi Gasperini (tutti difesi dall’avvocato Giuliano Renzi) hanno raggiunto l’accordo per il patteggiamento con il pm Luca Bertuzzi, titolare dell’inchiesta. Se il giudice lo ratificherà, considerandolo congruo, chiuderanno il loro conto con la giustizia con la pena di un anno e dieci mesi ciascuno. Sul piatto hanno messo anche la transazione economica con la curatela di rdr (rappresentata dall’avvocato Carlo Nannini). Ognuno di loro ha versato oltre centomila euro.

Il giudice Cantarini ha respinto anche l’eccezione secondo la quale si chiedeva un ulteriore rinvio in attesa dell’esito del ricorso in Cassazione sui sequestri legati all’ipotesi di truffa aggravata per l’erogazione di fondi pubblici, reato che nell’interpretazione difensiva potrebbe essere messo in discussione (nei giorni scorsi è stata intanto accolta l’istanza dell’avvocato Maresi che ha ridotto a 150mila euro rispetto agli 800mila in essere i beni sequestrati a Manlio Maggioli).

Il destino degli imputati eccellenti. Nella prossima udienza, fissata per il 14 settembre, il Gup Cantarini si troverà quindi a decidere se processare o meno i quattordici imputati residui per i quali la procura di Rimini ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta “Icaro”, come era stata ribattezzata dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Rimini, guidati dal colonnello Marco Antonucci. Ai nove principali imputati, come è noto, viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta e commissione di altri reati fallimentari, abuso d’ufficio, e, appunto, truffa aggravata per l’erogazione di fondi pubblici (con il punto interrogativo della Cassazione sulla fondatezza dell’ipotesi di reato). Si tratta degli ex presidenti della Provincia Ferdinando Fabbri (ieri presente in aula) e Stefano Vitali, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il suo predecessore Alberto Ravaioli, gli amministratori delle società legate allo scalo Alessandro Giorgetti, Massimo Vannucci e Massimo Masini; l’ex presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli e il presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni.

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