LA CRISI SALE IN CATTEDRA

Studenti senza soldi per la retta boom di abbandoni all'università

di ANNALISA BOSELLI

14/02/2014 - 20:22

 Studenti senza soldi per la retta boom di abbandoni all'università

RIMINI. «Scusi, non posso proseguire gli studi perché non ho i soldi per mantenerli». E’ una frase che i docenti dell’università si sentono dire sempre più spesso in tempo di crisi economica. Sono sempre di più gli studenti (e le loro famiglie) che non riescono a pagare le tasse universitarie. A lanciare l’allarme è la Garante degli studenti, Dolores Neri, nella sua prima relazione annuale da quando è entrata in carica nel ruolo che fino all’anno scorso (prima della riforma dello Statuto) era conosciuto come Garante d’Ateneo. La Garante ha aperto 169 fascicoli per problemi vari di cui 57 in ambito economico. «Purtroppo è un problema che si avverte – afferma il professor Antonello Scorcu, coordinatore di campus di Rimini – ogni tanto, con molta tristezza, qualche studente informa che deve sospendere gli studi oppure manifesta difficoltà a pagare le tasse universitarie per cui deve comprimere i tempi per la tesi o gli esami. Sono situazioni davvero spiacevoli». Se poi si considera che il carico economico per le famiglie è maggiore se uno studente è un fuori sede, per capire le ripercussioni sul polo riminese basta considerare che oltre 50% degli studenti viene da fuori. E di questa percentuale, circa un 30% viene da provenienze lontane, in cui ritorna solo per le vacanze di Natale o Pasqua. «In tanti vengono poi dal sud o comunque da situazioni poco agiate; certo, le situazioni individuali sono diverse ma mantenere un figlio fuori sede costa». Ma il Garante mette in guardia: a volte, la difficoltà si trasforma in vera impossibilità di proseguire, tanto da mettere la parola fine al percorso universitario.

«Il problema nell’attuale situazione di crisi economica e sociale viene posto con frequenza sempre più assillante - scrive la Garante - attiene alla difficoltà, che in molti casi si traduce in concreta impossibilità, degli studenti o dei loro nuclei familiari di provvedere al pagamento dei contributi universitari. La paura è anche di non riuscire a «provvedere al rimborso delle somme anticipate da ErGo» nel caso scatti «l’ipotesi di decadenza, per perdita dei requisiti di merito, dei benefici precedentemente ottenuti». Lo stop inoltre viene dato dalla stessa università, una volta che non si è in regola con il pagamento delle tasse. La questione, sottolinea ancora Neri, «riveste particolare importanza in quanto la morosità nel pagamento dei contributi determina il blocco della carriera universitaria dello studente e, per gli studenti extracomunitari, risulta ostativa all’ottenimento del rinnovo del permesso di soggiorno».

Quanto agli affitti, Rimini, però, non è una realtà poi così cara. «A Rimini c’è una buona qualità della vita. Ci sono città universitarie dove il costo è maggiore». Ma c’è anche tutto il sistema degli “ammortizzatori” che l’università mette in campo per cercare di rendere reale il diritto allo studio. Oltre alla casa dello studente (130 le richieste e 90 gli studenti accolti) che si trova a due passi dalla stazione, gestita da Er.go, l’azienda regionale per il diritto allo studio, l’Alma Mater rende disponibili diverse borse di studio. «L’università mette in campo un numero importante di borse di studio rispetto ad altre facoltà. C’è anche un canale comunale per gli studenti per ottenere affitti a canone convenzionato».

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