Mercoledì 28 Settembre 2016 | 20:46

SAN LEO

La rupe scivola, cinque famiglie senza casa

Nonostante gli interventi la situazione resta insicura

La rupe scivola, cinque famiglie senza casa

Lo squarcio provocato dalla frana

SAN LEO. Nonostante gli interventi seguiti alla frana del 27 febbario del 2014, la rupe di San Leo non è sicura. In particolare, da una approfondita analisi delle risultanze frutto delle indagini scientifiche effettuate sull’area limitrofa al dissesto, è emersa la conferma di uno scenario di rischio persistente che non consente di escludere ulteriori possibili frane che potrebbero manifestarsi anche senza segni premonitori. Per questo le cinque famiglie evacuate (quattro di coppie di anziani residenti) da una palazzina e da una casa di via Michele Rosa, dovranno dire addio per sempre alle loro case.

Ad emettere la sentenza, senza appello, è stata ieri mattina la conferenza permanente riunitasi in prefettura alla presenza, tra l’altro, dell’assessore regionale alla Difesa del suolo e della costa, Protezione civile, Politiche ambientali e della Montagna Paola Gazzolo e del direttore dell’agenzia regionale della Protezione civile Maurizio Mainetti.

All’incontro al palazzo del Governo era presente anche Mauro Guerra, sindaco di San Leo, che ha specificato l’impegno finanziario fin qui sostenuto dalla sua amministrazione, circa 1 milione e 800 mila euro grazie a contributi dello Stato conferiti attraverso la Regione. Il primo cittadino ha quindi presentato il primo preventivo dei danni così come calcolato dalle famiglie interessate. «Erano preparati da tempo, ma spero che la loro situazione possa risolversi al più presto». Per quanto concerne, invece, l’ultimazione della nuova circonvallazione di San Leo, il sindaco ha riferito che i lavori – avversità meteo permettendo -, dovrebbero terminare entro i prossimi tre mesi.

La notizia della evacuazione senza ritorno, fa passare in secondo piano l’annuncio dell’assessore Gazzolo che, oltre a precisare che sono in fase di completamento i primi lavori di stabilizzazione dell’accumulo dei detriti alla base della frana, ha quindi riferito di aver chiesto al Governo due milioni di euro per gli interventi prioritari di consolidamento della parete Est.

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