Venerdì 30 Settembre 2016 | 18:53

COLPO IN BANCA A VISERBA

Due banditi sbucano dal nulla armati di pistola

Dipendenti minacciati e legati: bottino 20mila euro

 Due banditi sbucano dal nulla armati di pistola

RIMINI. I due rapinatori ieri mattina alle otto hanno accolto la direttrice e i due impiegati con i volti coperti da passamontagna e pistole strette fra le mani. Sbucati dal nulla, all’apertura della filiale viserbese della Banca delle Marche, in via John Lennon, dopo aver trascorso parte della notte in attesa all’interno dell’istituto di credito. Secondo la ricostruzione dei carabinieri i malviventi (due quelli notati sulla scena, non è possibile escludere la presenza di un terzo complice all’esterno) erano entrati dalla finestra della stanza da bagno posta sul retro dell’istituto di credito. Sbarre segate, probabilmente già nei giorni precedenti, e poi l’intrusione approfittando del buio. Vere o giocattolo che fossero le armi, poco importa. Gli impiegati, impietriti dalla sorpresa, non si sono neppure posti il problema, preoccupati soltanto che l’incubo finisse al più presto. L’obiettivo dei rapinatori era la cassaforte a tempo, ma una volta valutata la situazione hanno preferito non prolungare la loro permanenza in banca, correndo altri rischi, e si sono accontentati di svuotare le casse e arraffare tutti i soldi che potevano. Una prima stima sommaria parla di almeno ventimila euro. Una volta ottenuto lo scopo, i due hanno legato dietro la schiena le mani dei tre ostaggi applicando ai loro polsi delle fascette di plastica da elettricista. Infine li hanno rinchiusi in bagno. Il tutto pronunciando poche parole, così che i testimoni non sono stati in grado di capire neppure se fossero italiani o stranieri. Solo a quel punto, dopo essersi coperti le spalle, i due sono usciti, stavolta dall’ingresso principale. Quando i bancari sono riusciti a liberarsi e a dare l’allarme al 112 era ormai troppo tardi per intercettare i malviventi, né è stato d’aiuto l’attento esame delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza. Oltre che mascherati, infine, i rapinatori indossavano anche i guanti. «Sono dei professionisti», è stato il commento di un investigatore. Il vaglio delle immagini, “allargato” ad altre telecamere della zona, continua: riavvolgendo il mastro all’indietro si spera di cogliere almeno un sopralluogo. Colpi analoghi, con la tecnica delle sbarre segate, sono stati messi a segno negli ultimi mesi anche in altre località della Romagna. (andros)

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