Domenica 11 Dicembre 2016 | 07:04

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IL GIORNO DEL DOLORE

Addio Marina, Riccione in lacrime

Giornalista e "colonna portante" nella promozione turistica, aveva 73 anni

 Addio Marina, Riccione in lacrime

RICCIONE. Dopo aver combattuto con forza e coraggio contro una lunga malattia si è spenta ieri, all’età di 73 anni, Marina Giannini, giornalista e “colonna portante” nella promozione turistica della sua adorata Riccione.

Originaria di Novafeltria, per trent’anni Marina Giannini ha lavorato al Palazzo del turismo oltre a collaborare con diverse testate giornalistiche, tra cui il quotidiano La Voce, e a distinguersi per il suo impegno nel sociale. È stata socia fondatrice della Croce rossa femminile, responsabile della sede locale dell’Istituto oncologico romagnolo e prima donna alla presidenza del Lions club. Lascia il marito Fabio e la figlia Elisabetta. I funerali verranno celebrati martedì alle 10 nella chiesa Mater Admirabilis, in via Gramsci.

In poche ore, dal momento in cui si è diffusa la notizia della sua scomparsa, sono arrivate decine di messaggi di cordoglio, a partire da quello del sindaco di Riccione Renata Tosi: «La scomparsa di Marina Giannini è una notizia terribile, che addolora profondamente la città. Marina nella sua spontaneità e competenza, amava profondamente la sua Riccione: sempre attenta, curiosa, capace di contribuire alla vita pubblica cittadina con spunti di grande attualità. Una persona vivace, aperta all’ascolto e al confronto. A nome dell’amministrazione comunale mi stringo alla famiglia in questo momento di dolore. Il suo ricordo sarà sempre con noi».

L’ex sindaco Daniele Imola ricorda così Marina Giannini: «Innamorata come pochi altri della nostra città, è stata forse l’ultima grande interprete della “riccionesità” autentica. Il suo stile, mai sopra le righe. La sua eleganza, mai ostentata, mai pacchiana, ma sobria e inconfondibile. La sua cordialità autentica e piena di disponibilità vera verso gli altri. Tutte queste qualità sono il frutto più bello che la nostra città ha saputo dare nei suoi anni migliori, gli anni 60-70 che hanno fatto diventare grande Riccione e Marina le incarnava tutte nel modo più intenso. Anche da giornalista ha sempre cercato di raccontare storie vere più che la vita di palazzo. Durante la sua terribile malattia non ha mai smesso di trasmettere forza e sensibilità agli altri che come lei si avviavano su un sentiero dolorosissimo. Resterai per sempre nei nostri cuori, Riccione ti deve tanto».

A questo ricordo si aggiunge quello di un altro ex primo cittadino, Massimo Masini: «Ho un ricordo molto commosso di Marina, per lunghi anni figura chiave per il Palazzo del turismo. Marina svolgeva il suo lavoro ben al di là delle funzioni di dipendente affinché la città di Riccione ne uscisse sempre positivamente. Da parte sua c’era un coinvolgimento personale e noi amministratori potevamo dormire sonni tranquilli sapendo che c’era lei».

La collega Chiara Romagnoli scrive su Facebook: «La bestiaccia, come la chiamavi tu, ha vinto. Una bestiaccia combattuta con forza, a pedate nel sedere, a colpi di articoli e a suon di risate. Abbiamo preso in giro quella bestiaccia in un modo così irriverente che a raccontarlo ci darebbero per pazzi. E poi litigate, prese in giro, confronti e scontri in redazione. La faccia tosta da kamikaze con la quale ottenevi una notizia. L’eleganza nel vestire che ti ho sempre invidiato. Il conforto che provavo ogni volta che entravi in redazione. Mi manchi».

Cinzia Bauzone, collega, amica e consigliera comunale dice: «Oggi è il giorno del dolore. Tante le frasi che non consolano. Frasi di amici, conoscenti, colleghi. Sarebbe bello poter mettere il fermo immagine su di te, sulla tua vita, sulla tua forza. Sarebbe bello rivolgere alla tua famiglia che ti piange parole di conforto. Ma non ci è concesso scappare di fronte al dolore. Ci è concesso il ricordo. Buon viaggio Marina».

Il collega e familiare Riccardo Giannini scrive di Marina: «Il primo pensiero, in questo momento di lutto, è per il vuoto incolmabile che Marina lascia non solo in tutti noi della famiglia, ma nell’intera comunità di Riccione. Marina sorrideva sempre. Amava stare tra la gente, senza distinzioni. Negli anni in cui ha convissuto con la malattia, trovava negli altri l’energia e la forza, ma allo stesso tempo le infondeva agli altri. È questa la grande lezione che ci lascia Marina Giannini, oltre al suo esempio prezioso di donna che ha amato la vita, lottando con coraggio fino all’ultimo».

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