Lunedì 05 Dicembre 2016 | 13:30

RISCHIO IDROGEOLOGICO, MAGLIA NERA

Cemento selvaggio: boom del 300 per cento

E la costa libera sparisce 21 metri all'anno

Cemento selvaggio: boom del 300 per cento

RIMINI. Smottamenti, frane, esondazioni e alluvioni. Non è uno scenario apocalittico da film di fantascienza ma «gli effetti reale che comporta il rischio idrogeologico». Una piaga che nella «costa riminese è presente in maniera pesante, visto che proprio da quelle parti sono stati i precursori dell’urbanizzazione che non ha risparmiato nemmeno la fascia entro 500 metri dal mare».

A spiegarlo è il docente universitario Francesco Zullo che assieme al collega Bernardino Romano - entrambi dell’Università dell’Aquila con cattedra di Pianificazione territoriale e di valutazione ambientale - hanno redatto un report sul proliferare dello sviluppo urbano e i suoi effetti collaterali lungo la costa Adriatica, dove proprio la fascia della costa riminese risulta su molti punti la maglia nera dei 121 comuni passati al setaccio dallo studio.

L’indagine metodologica, riportata anche dai quotidiani nazionali, ha visto una comparazione tra la situazione degli anni Cinquanta e quella attuale. E’ qui che emergono i primi dati inquietanti: se sessant’anni fa l’urbanizzazione del comune era pari a 1299 ettari, adesso si è arrivati a 4391. Tradotto: se prima era stato costruito sul 9,67 per cento del territorio disponibile, adesso si è arrivati a 32,68, con un incremento che va verso il 300 per cento.

Una crescita vertiginosa, che Zullo spiega in modo chiaro: «In questa zona sono stati i primi lungo l’Adriatico a costruire visto il turismo, solo dopo sono arrivati anche gli altri comuni». Bernardino chiarisce anche che «l’Emilia Romagna ha avuto una accelerazione molto pronunciata della urbanizzazione se confrontata con quelle delle altre regioni settentrionali e questo fenomeno è stato particolarmente intenso sulla costa».

L’attenzione del report si è concentrata anche sulla fascia più delicata, quella entro i 500 metri dal mare. E anche qui Rimini presenta una realtà decisamente negativa: dei 753 ettari presenti ne sono stati urbanizzati 679. Non sono messe meglio anche le realtà vicine: Riccione è a 287 ettari urbanizzati su 315; Misano 106 su 155; Cattolica 124 su 134.

Tornado su Rimini, dai dati del report, si vede anche che la velocità di urbanizzazione della costa, sempre a partire dagli anni Cinquanta, ha viaggiato a ritmi di 21,85 metri di media all’anno, piazzandosi al secondo posto di questa classifica in negativo, alle spalle di Riccione che invece ha urbanizzato la fascia costiera a ritmi di 36,5 metri l’anno.

Ed è ancora Zullo a spiegare che «in tutti questi anni, specie in passato, nelle realtà costiere si è costruito dove non era possibile farlo». E gli effetti dei rischi idrogeologici, a distanza di sessant’anni, ora pesano sulle spalle della riviera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000