Lunedì 26 Settembre 2016 | 15:55

IL CASO

La contabile lascia tutti a bocca aperta

Amministratrice di clinica dentale è irreperibile: personale senza stipendio né materiali tecnici. E i pazienti che hanno sottoscritto i finanziamenti si vedono negare le prestazioni

 La contabile lascia tutti a bocca aperta

RIMINI. Ha lasciato i pazienti a bocca aperta ed è sparita dalla circolazione sebbene (da lontano?) continui a inviare messaggi rassicuranti a tutti quelli che avevano riposto la propria fiducia in lei, compresi i soci di minoranza. Si tratta dell’amministratrice unica di una clinica dentale di Rimini che, travolta dalle difficoltà finanziarie e per evitare di dare spiegazioni, ha preferito rendersi almeno per il momento uccel di bosco. «E’ scappata con la cassa», mormorano i clienti che all’improvviso, dopo aver pagato anticipatamente grazie alla sottoscrizione di finanziamenti suggeriti all’interno della struttura, si vedono negare le prestazioni previste dal personale ormai senza stipendio e privo dei materiali tecnici necessari per tirare avanti (i fornitori a loro volta non pagati hanno tagliato i ponti). E soprattutto assistono alle ripetute visite in studio dei carabinieri allertati di volta in volta dai clienti che si sentono gabbati.

«Cercherò di mettere le cose a posto con i soci di minoranza e di onorare ogni impegno preso», tenta di rassicura la donna al telefono. E’ preoccupata dalla possibile pioggia di denunce, anche se il suo legale (avvocato Massimiliano Orrù) assicura che non le è stato notificato ancora niente. Nonostante la buona volontà di qualcuno dei dentisti all’interno (anche ieri sono state assicurate delle cure), lo studio appare ormai in via di smantellamento e si moltiplicano i casi - fotocopia di pazienti che temono di dover rinunciare a ponti, protesi e dentiere per i quali si sono già impegnati economicamente attraverso il finanziamento.

Una delle prime a sollevare il caso è stata una sessantenne riminese alla quale era stato fatto un preventivo di 5400 euro per una serie di lavori. Una volta ottenuto il prestito, suggerito dallo studio, cominciò a sottoporsi, mese dopo mese, con fiducia, a trapani e pinze. Per poi ritrovarsi però, al momento di passare all’impianto definitivo, che non solo la clinica dentale aveva improvvisamente cambiato ragione sociale, ma che anche gli stessi appuntamenti non erano più certi. Si è ritrovata senza denti e senza spiegazioni. Parlando con altri pazienti è venuta a sapere di presunte istanze di fallimento di liti tra i soci e infine della possibilità di una fuga con la cassa della stessa amministratrice. «Non sono scappata», assicura lei. A cercarla però, per capire meglio come stanno le cose, adesso sono anche i carabinieri.

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