Martedì 27 Settembre 2016 | 20:57

OSPEDALE RICCIONE

Ceccarini, odissea in carrozzina

Giovane disabile costretto ad attraversare tra camion e buche per il rifiuto di un medico

 Ceccarini, odissea in carrozzina

RICCIONE. Mezzi in manovra, buche e dislivelli. È quanto ha dovuto affrontare un ragazzo disabile per arrivare dal pronto soccorso della Dermatologia, che si trova nei poliambulatori esterni all’ospedale Ceccarini. «E tutto perchè la dottoressa non si è resa disponibile a spostarsi», accusa Emilio Brioli. Che incalza: «Le parole pronunciate dalla dottoressa, mi hanno lasciato basito: “Io non visito i paraplegici in pronto soccorso, se vuole deve venire lui qui nei poliambulatori”». Frasi dette, asserisce, «al collega che le chiedeva una visita per un mio problema abbastanza importante». Dalla direzione dell’ospedale dicono che «il protocollo ospedaliero è stato rispettato, anzi in più l’uomo è stato accompagnato da una Oss».

L’uomo ricostruisce la sua disavventura iniziata dopo il ricovero di 12 giorni all’Infermi di Rimini, da dove è stato dimesso sabato scorso. «Lunedì mi sono svegliato con quasi 38 di febbre e pressione alta, con il viso gonfio, pieno di vesciche e pustole. Quasi non riuscivo ad aprire gli occhi, così ho chiamato l’ambulanza, e circa alle 9 sono arrivato al pronto soccorso. Sono stato visitato alle 13.30, a quel punto il medico ha telefonato alla dermatologia; dall’ambulatorio gli hanno risposto che le visite le effettuano fino alle 12. È stato specificato che sono paraplegico, che avevo un problema pesante al viso e che quindi avevo bisogno di una visita urgente. A qual punto dagli ambulatori hanno detto che alle 14 ci sarebbe stata una dottoressa. Arrivata l’ora le è stata spiegata la situazione, ma la risposta secca è stata “io non visito al pronto soccorso”». A quel punto Brioli è uscito e andato direttamente nei poliambulatori. «Ho dovuto affrontare camion in manovra, asfalto rovinato e scivoli con gradini alti. La dottoressa mi ha guardato in faccia un minuto, dopodichè ha redatto il referto. Non c’era nessuno, penso che 4 minuti per allungarsi al pronto soccorso li potesse trovare. Mentre mi sfogo penso a chi ha delle problematiche ancora più gravi delle mie e viene trattato allo stesso modo. Per il resto lo staff infermieristico e il personale socio sanitario sono stati bravissimi».

Dall’ospedale spiegano come, «nel caso il paziente sia allettato o con impossibilità a muoversi legata a una sua specifica patologia la visita avviene nelle struttura, altrimenti è il paziente che va nei poliambulatori, come prevede il protocollo. Nel caso specifico non c’è stata nessuna irregolarità».

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