Giovedì 29 Settembre 2016 | 13:49

I CONTI NEL PALLONE

Debito "pagato", salva la Rimini calcio

Ritirata l'ingiunzione di pagamento dopo l'incontro in Comune con il patron De Meis. Appello dei tifosi all'imprenditoria: «Date una mano, sosterremo i vostri marchi»

 Debito "pagato", salva la Rimini calcio

RIMINI. A un passo dal baratro, hanno deciso di fare marcia indietro: sparisce la richiesta di soldi da quasi 200mila euro; subentra una sponsorizzazione pluriennale con la Rimini calcio. Hanno trovato un accordo - dopo essere stati oltre due ore seduti attorno a un tavolo in Comune - il patron della squadra biancorossa, Fabrizio De Meis, e i Fratelli Franchini, membri del consiglio di amministrazione della vecchia società e promotori del decreto ingiuntivo per 180mila euro che rischiava di mettere in ginocchio la squadra della città neopromossa in serie C. Una richiesta, questa, che ha avuto l’effetto di bloccare i contributi da parte della Lega Pro e di gettare discredito sulla società. Tanto che la tensione tra le parti in causa era palpabile ieri mattina, quando si sono affrontate e confrontate con la “supervisione” dell’assessore allo Sport Gianluca Brasini, il quale ha cercato di fare da paciere. Un compito non semplice, dato che si partiva da posizioni distanti, molto distanti. Da una lato De Meis che martedì in conferenza - quando lui stesso ha raccontato cosa era accaduto - ha ammesso di essersi sentito tradito: «La richiesta è arrivata da chi il debito ha contribuito a formarlo: sono senza parole». Dall’altro lato i vertici della ditta Fratelli Franchini, che di lasciare sul tavolo 180mila euro sembrava non avessero alcuna intenzione. Ma lo spiraglio si era forse già aperto nei giorni scorsi: Paolo Franchini aveva fatto sapere che lui e suo fratello sono «persone perbene» ; ma soprattutto aveva anticipato: «Noi siamo pronti al dialogo». L’amministrazione ha raccolto questo flebile segnale e ha convocato i “duellanti” perché si arrivasse a una conclusione. Ieri la soluzione di questa vicenda che rischiava di degenerare: entrambe le parti sembravano arroccate sulle proprie posizioni e soprattutto De Meis è partito in modo diretto, molto diretto. Anche perché gli elementi da “rinfacciarsi” non erano pochi: da ricordare che a fronte dell’ingiunzione di pagamento il gruppo inglese interessato all’acquisto del 30 per cento del pacchetto azionario biancorosso ha chiesto altro tempo prima di chiudere l’affare. Ma l’aspetto economico non è stato il solo a essere affrontato: ruggini e incomprensioni sono emerse piano piano, fino comunque a stemperarsi in modo progressivo per arrivare al “compromesso”. L’amministrazione, in una nota, assicura di essersi «appellata al senso di responsabilità di tutte le parti in causa e all’attaccamento ai colori della società di calcio cittadina». L’accordo fatto, però, è il seguente ed è economico: «L’azienda Fratelli Franchini ha desistito dall’ingiunzione di pagamento presentata a fronte anche di una sponsorizzazione di carattere pluriennale a copertura di parte della somma in discussione».

Presente all’incontro, su richiesta di De Meis, il presidente dell’associazione Amici del Rimini calcio, Emanuele Pironi, il quale tira un sospiro di sollievo: «Sono molto soddisfatto, per come si erano messe le cose non pensavo che si sarebbe arrivati a questo risultato». E gli stessi tifosi del Rimini calcio giovedì si sono ritrovati in 200 nell’area hospitality dello stadio Romeo Neri per discutere della situazione che rischiava di esplodere. Da parte loro un appello «rivolto all’imprenditoria riminese, la cui latitanza talvolta sembra trascendere nell’ostilità, e alla politica riminese affinché contribuisca a indurre un clima di diffusa partecipazione». In sintesi spiegano che «sarebbe un segno di concreta gratitudine nei confronti di De Meis per quanto finora fatto convogliare sulla squadra qualsiasi forma di aiuto concreto». Appello, questo, che prevede anche una ultima “postilla”: «Come tifosi saremo estremamente sensibili a ogni forma di aiuto e preferiremo i “marchi” di chi sceglierà di sostenere la nostra squadra».

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