Martedì 27 Settembre 2016 | 02:10

FINE DI UN INCUBO

Respinto, le mette bombe carta sotto casa

Pedina per mesi e minaccia di morte una ragazza: «Quando esco di galera ti ammazzo»

 Respinto, le mette bombe carta sotto casa

RIMINI. Non accettava di essere respinto dalla ragazza, che di lui proprio non ne voleva sapere. Così il 23enne avellinese ha deciso di punirla piazzando una serie di bombe carta sotto la sua abitazione. E non solo: all’indirizzo della giovane riminese sono arrivate anche minacce di morte a cui hanno seguito dei pedinamenti. L’ultimo dei quali l’altra notte, finito con una violenta aggressione che però è stata interrotta dai carabinieri, riusciti ad arrestare il ragazzo dopo un inseguimento sul lungomare.

L’incubo per la giovane vittima è cominciato a inizio estate, quando suo padre, ignaro, ha accolto in casa il futuro stalker perché amico dei suoi genitori ad Avellino e perché il ragazzo voleva cercare lavoro a Rimini. La situazione, una volta accolto il 23enne, si incrina subito, visto che dopo un primo periodo l’ospite prende di mira la giovane figlia del proprietario di casa a cui inizia a fare una serie sempre più pressante di avance, che però sono sempre respinte al mittente. La situazione poi degenera: lui riesce a entrare sui profili whatsapp e facebook di lei e a spiare tutte le sue conversazioni. Diventa sempre più violento e aggressivo. A metà giugno arriva la decisione: il ragazzo viene mandato via. Lui cerca un’altra sistemazione però non molla. E partono i messaggi: «Non ti lascerò uscire con altri, se ti vedo in giro ti picchio: con te sono inutili le parole». O ancora: «Se chiami la polizia, quando esco di galera esco ad ammazzarti». Oppure: «Se non esci con me per la Notte rosa, per te diventerà la Notte rossa». La ragazza decide così di sporgere denuncia e nel frattempo partono le indagini degli inquirenti. Lui continua a farsi trovare ovunque lei vada e pochi giorni fa si spinge oltre, piazzando una serie di bombe carta poi fatte esplodere sotto l’abitazione della ragazza. Un incubo che sembra non finire mai.

Le manette sono però scattate l’altra notte: la giovane si trovava in viale Vespucci, assieme a un amico militare, quando poco prima delle 2 è spuntato tra la folla il suo persecutore che ha iniziato a insultarla e minacciarla. Il ragazzo, che era con lei, è intervenuto e in “risposta” ha ottenuto dei calci nei testicoli. La giovane è quindi scappata e ha trovato riparo in un hotel dove è entrata gridando «aiuto mi vuole ammazzare». I carabinieri, chiamati sul posto, sono arrivati con due pattuglie: le ricerche sul posto hanno permesso di trovare a poca distanza l’aguzzino e dopo un inseguimento sul lungomare sono scattate le manette; ma solo dopo avere “domato” la violenta reazione. Il pm Davide Ercolani ha così disposto l’arresto in flagranza per stalking e resistenza a pubblico ufficiale.

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