Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 21:09

ALLARME DROGA

Ecstasy al Cocoricò? Era una bugia

Il 17enne di Como che rischia il trapianto di fegato non era stato a ballare a Riccione

cocoricò

RIMINI. Non sarebbe mai stato a Riccione né al Cocoricò, il ragazzo di 17 anni di Como che per uso di ecstasy ha rischiato il trapianto di fegato dopo una serata in discoteca l’11 luglio scorso. Messi sotto torchio dalla Squadra mobile di Como (su richiesta della questura di Rimini) gli amici del 17enne, tutti minorenni, hanno ceduto, confessando di essere stati in realtà a una festa che si svolge annualmente a Torino.

Dato che i genitori non avrebbero gradito, per non farli preoccupare hanno raccontato loro di essere andati a ballare a Riccione. Ma nella Perla verde non avrebbero mai messo piede. Stando al racconto del figlio, la madre del 17enne aveva preso una dura posizione contro il locale riccionese attraverso la fondazione Ema-Pesciolino Rosso dopo la notizia della morte di Lamberto Lucaccioni, il 16enne di Città di Castello, morto proprio al Cocoricò per una overdose di ecstasy.

Sul caso del ragazzo di Como, dopo le dichiarazioni della madre, la procura di Rimini ha aperto un fascicolo. Gli esiti degli interrogatori dei ragazzini, che hanno confessato di aver passato la serata alla festa torinese, sono stati trasmessi in procura dalla questura.

Sul Cocoricò, resta ancora aperta la partita del provvedimento amministrativo di sospensione della licenza che dovrà essere adottato entro breve dal questore Maurizio Improta in base all’articolo 100 del Tulps. La polizia di Rimini ha raccolto una lunga serie di elementi, approfondendo, e quindi poi escludendo, in questi giorni anche il caso del 17enne di Como.

Non potrà essere escluso, ma avrà invece un peso rilevante quanto dichiarato in sede di interrogatorio di garanzia dal 19enne di Città di Castello ritenuto lo spacciatore di Lucaccioni. Il ragazzo davanti a gip e pm ha infatti dichiarato di essere stato cinque volte a ballare al Cocoricò e per cinque volte di aver facilmente acquistato la droga all’interno del locale, specificando che sono i ragazzi, avventori della discoteca, spesso a proporla. Controlli più severi sono scattati nel week-end nelle discoteche della Riviera e continueranno per tutto il mese.

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