Giovedì 29 Settembre 2016 | 10:25

SANTARCANGELO DEI TEATRI

Pipì d'autore, l'opposizione grida allo scandalo

Al Festival un danzatore che si fa fontana. La direzione artistica: «Un gesto fortemente coreografato, inserito all'interno di un contesto artistico specifico e dichiarato come tale»

 Pipì d'autore, l'opposizione grida allo scandalo

SANTARCANGELO. La pipì d’autore scuote gli animi a Santarcangelo. La performance presentata sabato pomeriggio nell’ambito di Santarcangelo dei Teatri (in estrema sintesi un ballerino che ad un certo punto inscena una fontana facendo pipì) fa gridare allo scandalo tre consiglieri comunali, additati come censori dalla direzione del festival. «Nella tristezza di un festival che ha toccato l’apice della sua decadenza e del degrado umano - fanno sapere alla stampa attraverso una nota Massimiliano Crivellari capogruppo di Forza Italia, Matteo Montevecchi capogruppo di Fratelli d’Italia e Yuri Magalotti La Destra - i nostri concittadini si sono trovati, non del tutto consapevoli di quello che sarebbe successo di lì a poco, di fronte ad un ballerino completamente nudo che, non domo dal mostrare lautamente le sue grazie a tutta la cittadinanza nel tardo pomeriggio, vicino alla caserma della polizia municipale e di fronte anche a possibili ignare mamme passanti dotate di bambini al seguito, si è esibito, come concordato con la direzione del festival, in uno spettacolo fatto di pipì e danze che oltrepassano ogni normale decoro che la legge raccomanda in un luogo pubblico e completamente visibile in un orario tardo pomeridiano». Lo spettacolo in questione, spiega Silvia Bottiroli, direttrice artistica del Festival, «ultimo lavoro coreografico firmato da Tino Sehgal prima della sua conversione alle arti visive, è ‘una storia del XX secolo’ attraverso un assolo maschile che ripercorre la storia della danza del Novecento, proponendoci un vertiginoso viaggio nel tempo. Cinquanta minuti di spettacolo che «ripercorrono cent’anni di storia della danza, e cioè cent’anni di trasformazioni del corpo e delle sue relazioni all’antropologia, alla filosofia, alla politica e alla storia dell’arte. Nello specifico, lo spettacolo è costituito da un inanellarsi di citazioni che presentano estratti degli spettacoli che hanno fatto la storia della danza: un archivio, ora incorporato da un danzatore solo, messo in relazione a un corpo specifico che è nudo perché spogliato di ogni riferimento temporale ed estetico».

Nessuna forma artistica in quel corpo nudo che danza, secondo i consiglieri di opposizione che, ricordando il costo del Festival («quasi 800.000 euro tra finanziamenti europei (che paghiamo comunque con le nostre tasse), regionali e comunali», ritengono rispecchi «la vera identità della depravazione sociale, la disconnessione tra la vere necessità sociali e la politica pd romagnola fatta di ciechi personalismi e l’insensatezza di un amministrazione comunale che utilizza soldi pubblici per finanziare balletti pseudo pornografici quando esiste una economia da risollevare, famiglie che non arrivano a fine mese. Oggi la giunta e il sindaco presidente, ha letteralmente pisciato in testa ai santarcangiolesi».

Perchè oltre al ballerino nudo i consiglieri puntano il dito contro una “scena” della performance, quella durante la quale il ballerino fa pipì «un corpo, un danzatore, che si fa fontana, facendo sgorgare uno spruzzo di pipì, nella posa del Manneken Pis di Bruxelles» spiega la direttrice del Festival. Che aggiunge: «E si tratta di un gesto fortemente coreografato, inserito all’interno di un contesto artistico specifico e dichiarato come tale, da uno dei maggiori protagonisti della scena artistica contemporanea». «Fa riflettere che a suscitare un dibattito politico e a creare scandalo sia il gesto ordinario di una pipì, incorniciato in un gioco di citazioni artistiche che rimanda a Duchamp e firmato da uno dei maggiori artisti contemporanei del mondo» conclude Silvia Bottiroli mentre i tre consiglieri di minoranza accusano sindaco e amministrazione di «non avere neppure la dignità di prendere le distanze da queste scempio della pubblica decenza» e li invita ad andare «a casa subito e senza alcuna benedizione».

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