Martedì 27 Settembre 2016 | 22:39

IL CASO FEDERICA PELLEGRINI

Frasi choc, Maestri a "processo" dalla Tosi

Il Comune ha inviato le scuse alla nuotatrice che le ha accettate: «Mi fa piacere. Grazie» Il sindaco: «Ho chiesto relazione e di vedere il direttore della Polisportiva. Un danno per la città»

 Frasi choc, Maestri a "processo" dalla Tosi

RICCIONE. Quell’uscita del direttore della Polisportiva comunale contro Federica Pellegrini, non l’ha davvero gradita: «Così, con questa infelicissima e inadeguata dichiarazione, si danneggia anche l’immagine della città». Il sindaco Renata Tosi appena l’ha vista sulla pagina Facebook «del signor Maestri» - lo chiama così - ha pensato a «un brutto, bruttissimo scherzo dettato dal caldo». Giusto per ricordare, dopo che la nuotatrice olimpionica si era lamentata pochi giorni prima della temperatura troppo alta nella vasca di Verona dove si stava allenando e dove stava per svenire, Stefano Maestri ha scritto: «La Pellegrini si sente svenire perché è costretta a nuotare con l’acqua a 30 gradi... se vai a lavorare in una cucina di albergo o ristorante ti prepari meglio per Kazan». Il Comune ha lanciato la propria “scomunica”, sempre tramite Facebook e Twitter: «Rinnoviamo l'amicizia e la stima a Federica Pellegrini e non possiamo che dissociarci. Sarà sempre un onore per noi ospitare Federica e qui sarà sempre la benvenuta. Il resto si commenta da sé e non ci rappresenta». Scuse subito accettate dalla Pellegrini, che ieri ha risposto: «Mi fa piacere leggere queste parole. Grazie». Tutto finito? Neanche per sogno.

Sindaco, ha deciso come si muoverà su questa vicenda?

«Intanto sono contenta che la Pellegrini abbia capito. E’ la dimostrazione che l’intelligenza vince sempre e lei, da persona intelligente, ha capito bene che il Comune e la città di Riccione non c’entrano nulla con le dichiarazioni di un semplice cittadino, noi non ci riconosciamo».

Non è un semplice cittadino, le dichiarazioni le ha fatte il direttore della Polisportiva comunale.

«Per me non è diverso da uno dei tanti cittadini. E’ un dipendente di una società importante ma per me è comunque un normale cittadino».

Ma ha deciso come interverrà, se ha intenzione di prendere provvedimenti?

«Mettiamo le cose in chiaro: il signor Maestri non è un mio dipendente, non spetta a me, sindaco, chiedere la testa di nessuno, come accadeva in modo sbagliato in passato. Il Comune ha però un contratto con la Polisportiva a cui dà 250mila euro all’anno: per questo vigiliamo su come quei soldi sono spesi per la gestione e su come la Polisportiva si comporta. E intendo come si comporta a 360 gradi».

Vuol dire che per lei non finisce qui e ha già in programma le prossime azioni?

«Ho chiesto una relazione in merito e anche di incontrare Maestri già da lunedì (domani, ndr). Ho chiesto che venga spiegato il perché dell’uscita fatta. Quando dico che il Comune vigila sulla gestione significa che deve controllare non solo sui conti ma anche su atteggiamenti scomposti dei dipendenti della Polisportiva che, come in questo caso, possono portare nocumento all’intera città e alla sua immagine. Questo significa vigilare sull’adempimento di quanto scritto nel contratto. Io quindi non chiedo teste ma chiedo il giusto conto della gestione tramite la spesa dei soldi pubblici, che comprende anche il comportamento delle persone. E su quello non possiamo transigere».

Se la relazione e quanto le verrà detto non la soddisferà, cosa deciderà di fare?

«Questo lo saprò solo la prossima settimana. Però alla domanda se il signor Maestri sarà rimosso o meno deve rispondere il presidente della Polisportiva, Giuseppe Solfrini, non il sindaco. Io, al momento, dico che le parole dette sono state a dir poco fuori luogo e una spiegazione deve essere data».

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