Sabato 03 Dicembre 2016 | 16:37

IL CASO DELL'ACQUA CALDA IN PISCINA

La Polisportiva si dissocia da Maestri

Il presidente Solfrini: «Dichiarazioni a titolo personale». Il direttore: «Un attimo di rabbia, chiedo scusa» Il Fan club dell'azzurra chiede provvedimenti alla Federnuoto, la Pellegrini "condivide"

 La Polisportiva si dissocia da Maestri

RICCIONE. La Polisportiva comunale prende le distanze da Stefano Maestri, il direttore che dalla propria pagina Facebook ha lanciato dure parole all’indirizzo della nuotatrice Federica Pellegrini «#f...dilegno#».

«La Polisportiva si dissocia completamente dalle opinioni espresse a titolo strettamente personale dal direttore della piscina» tiene a precisare il presidente, Giuseppe Solfrini. E mentre Maestri chiede scusa, su Twitter il gruppo dei fan della nuotatrice chiede «possibile sapere se la Fin (Federazione italiana nuoto) ha preso provvedimenti verso questo signore che ha offeso così un’atleta nazionale». Il messaggio è stato poi ritwittato dalla stessa Pellegrini, informata dalla campionessa riminese (iscritta alla Polisportiva) Elisa Celli che ha condiviso l’articolo pubblicato dal Corriere Romagna.

Dopo le dichiarazioni della nuotatrice azzurra sull’acqua troppo calda per allenarsi in piscina a Verona, Maestri aveva commentato: «La Pellegrini si sente svenire perchè è costretta a nuotare con l’acqua a 30 gradi... se vai a lavorare in una cucina di albergo o ristorante ti prepari meglio per Kazan». Su Twitter la Pellegrini ringrazia Elisa Celli per averla informata «mi ha fatto molto piacere leggerlo e credo che alcune cose le possa capire solo un nuotatore». E aggiunge: «Comunque presentamelo pure il signore al prossimo campionato assoluto, vediamo se sa solo scrivere». La Celli risponde che «mi ha tolto l’amicizia su Facebook, magari te lo faccio presentare da qualcuno che è ancora nella lista degli amici».

La Pellegrini è una delle più importanti atlete della storia italiana del nuoto, e proprio in gara a Riccione ha registrato il record nei 200 stile libero.

«Il direttore ha ritenuto di entrare nel merito di una polemica che nulla ha a che fare con il proprio ruolo istituzionale all’interno della Polisportiva - prosegue Solfrini a nome dell’associazione che rappresenta e che conta 14 realtà sportive tra sezioni e società affiliate -. Questa posizione nei confronti della nuotatrice azzurra non è stata mai anche solo accennata agli organi collegiali. Da parte nostra, voglio sottolineare la stima per l’atleta, che nelle occasioni in cui si è trovata allo Stadio del nuoto di Riccione si è fatta apprezzare dal punto di vista sportivo e personale».

Solfrini annuncia che la settimana prossima si terrà un consiglio direttivo ad hoc per discutere il caso e prendere una posizione. Da sottolineare che buona parte del consiglio direttivo della Polisportiva ha messo il “mi piace” e commentato positivamente il post di Maestri. «E’ stata un’esternazione da normale cittadino - afferma Maestri -, legata a un’indignazione mia personale. Quando ho letto le dichiarazioni della Pellegrini mi sono venute in mente le tante persone che lavorano nelle cucine a 40 gradi per mille euro al mese, mentre ci si fa dei problemi per l’acqua più calda di 1-2 gradi, ben sapendo come funzionano le cose». Maestri spiega che: «Per raffreddare l’acqua se ne deve buttare via una grande quantità, almeno 800 metri cubi, e con questi giorni di caldo l’effetto dura solo 7-8 ore, poi la temperatura torna come prima. Mi sono arrabbiato come cittadino, non come direttore dello Stadio del nuoto: è possibile che in un momento nel quale tutti facciamo fatica ad arrivare a fine mese ci dobbiamo preoccupare di un grado. Secondo me non è giusto, anche perchè si trattava di uno o due giorni di nuoto in condizioni non ottimali, non succede niente, la preparazione di un atleta si basa su mesi di lavoro». Le scuse del direttore. «Come atleta la stimo, tifo per lei, il mio è stato uno scoppio di rabbia legato a un punto di vista del risparmio. Mi scuso, non era mia intenzione sollevare una polemica. È stata un’indignazione del momento, poi mi è passata e mi dispiace molto».

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