Martedì 27 Settembre 2016 | 09:00

LA RIVOLTA DEI BANCHI

«Mercato, vogliamo un referendum»

La proposta del Comar alla vigilia del voto che deciderà sullo spostamento degli ambulanti da piazza Malatesta

«Mercato, vogliamo un referendum»

RIMINI. Lo spostamento del mercato ambulante, una scelta che va condivisa con la città attraverso un referendum. E’ il Comar a chiamare i riminesi alle urne, il comitato degli ambulanti che non si arrende alla decisione del Comune di spostare le bancarelle settimanali da piazza Malatesta e che domani, in occasione del consiglio comunale che dovrà prendere la decisione definitiva sul trasloco, invita cittadini, operatori e commercianti ad assistere «al più grande abuso di potere di questa amministrazione».

«Le idee ci sono ma per poterle attuare bisogna incrociare le esigenze di tutti per arrivare a una scelta condivisa che passa necessariamente per una concertazione che fino ad ora non c’è stata» spiega il comitato che, ricordiamo, ha proposto di lasciare le bancarelle tra il teatro Galli e castel Sismondo con una riqualificazione delle stesse.

Il progetto che domani sarà votato in consiglio, già passato in commissione, prevede il trasloco di 340 banchi (60 erano già spostati spostati), nelle piazze Gramsci e Santa Rita, l’area ex Padane, via Castelfidardo, via IV Novembre un pezzo di corso d’Augusto fino all’Arco. «Il Comune di Rimini fino ad ora agisce senza tener conto delle esigenze degli operatori trascurando la loro conoscenza sulle problematiche della vicenda - sostiene il Comar -, non tiene conto nemmeno delle esigenze dei commercianti del centro in quanto non considera il cambiamento dei flussi economici e sociali che il mercato veicola (non puoi far fare due chilometri alla gente senza saper dove cercare i propri acquisti). Noi ambulanti desideriamo che venga riconosciuto il ruolo del mercato, la sua tradizione e la consuetudine e che ne sia garantita la sua fruibilità».

Secondo il Comitato «l’intenzione di questa amministrazione è quella di “filare dritto” con una decisione che non è né partecipata, né condivisa e metterebbe in difficoltà l’intera città, gli ambulanti, i commercianti del centro, i residenti, con un mercato spezzatino che non soddisfa nessuno, troppo lungo, non compatto, pieno di criticità», . E ricorda che nella futura area mercatale «risiedono l’asilo svizzero (Ceis), le scuole medie Panzini, il mercato coperto (con problematiche a carico e scarico e nota dolente la rinuncia a parcheggi di vitale importanza per il vissuto del quartiere)».

«Nel programma elettorale del sindaco Gnassi non c’era il trasferimento del mercato e agli ambulanti in campagna elettorale, aveva dichiarato che non lo avrebbe mai spostato» sostiene il Comar che rimarca: «Sulle decisioni importanti per la città se non si ha un mandato elettorale bisogna chiedere il consenso ai cittadini ed è per questo che chiediamo all’amministrazione comunale di fermarsi e avviare un percorso partecipativo per arrivare ad una scelta da fare con un referendum: un conto è fare un mercato con lo “scopo” di progettarlo bene, un conto è trasferire lo storico mercato del centro come “effetto” della cantierizzazione di piazza Malatesta, cambierebbe tutto».

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